1 Luglio Lug 2019 1530 01 luglio 2019

Perché non scusiamo chi ha augurato lo stupro a Carola Rackete

«Spero che ti violentano 'sti negri», le aveva urlato un pizzaiolo di Lampedusa. Che due giorni dopo ha chiesto scusa, spiegando che era ubriaco e arrabbiato perché dei tunisini avevano importunato la sua ragazza.

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«Spero che ti violentano 'sti negri»: tralasciando il congiuntivo mancato, sono le oscene parole che Mario Lombardino, pizzaiolo ventenne di Lampedusa, ha urlato contro la Capitana Carola Rackete nel momento dell'attracco della Sea Watch 3. Parole inaccettabili e violente che purtroppo non è stato l'unico a pronunciare. Due giorni dopo quegli insulti urlati a squarcia gola, il ragazzo si è giustificato ai microfoni di Repubblica. «Avevo bevuto e il giorno prima tre tunisini avevano provato a molestare la mia ragazza e dalla rabbia ho detto cose che non sento mie. Ma purtroppo le ho dette e mi dispiace. Perché? Perché ho usato parole contro una donna e non voglio passare per sessista». Caro ragazzo, i problemi qui sono molteplici. Innanzitutto il sorrisino stampato sul tuo viso mentre tentavi di fare mea culpa: completamente fuoriluogo. Detto ciò, aver bevuto quella sera non è un'attenuante. Se ti ubriachi e dici cose violente, significa che dentro di te quella violenza c'è, solo che forse solitamente è sopita. Quindi il fatto che tu sostenga «ho detto cose che non sento mie» è falso, perché se così fosse stato non ti sarebbero neanche passate per la testa. Inoltre il fatto che degli stranieri avessero provato a molestare la tua ragazza per caso ti rende libero di molestare a tua volta un'altra donna? Vige la proprietà transitiva? E come ultima cosa: non preoccuparti di essere passato per sessista, che sarebbe il male minore. Perché invece sei passato per violento, un uomo violento che godrebbe nel vedere una donna sottomessa, umiliata e stuprata. Parole inequivocabili che definiscono il tuo rispetto assolutamente fasullo per il genere femminile. Consiglio alla tua ragazza - e la cosa sconcertante è che tu ne abbia una - di dare peso a quelle parole, che anche se rivolte a una sconosciuta e sotto effetto di alcol, sono comunque un campanello d'allarme.

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