10 Giugno Giu 2019 1403 10 giugno 2019

La Grecia cambia la legge sullo stupro

Grazie all'intervento delle femministe è stato introdotto il modello consensuale come previsto dalla Convenzione di Istanbul. In Italia è ancora in vigore una norma del periodo fascista. 

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Legge Stupro Grecia

Il governo greco guidato da Alexis Tsipras, in una riforma più ampia del codice penale che riduce le condanne per alcuni reati gravi, stava per commettere un grave errore: una proposta di legge non riconosceva il sesso senza consenso come stupro, limitando ulteriormente la definizione del reato definito come un atto sessuale commesso con l’uso della forza o con minaccia di «pericolo grave o diretto». Minimo cinque anni di carcere la punizione. Immediata la rispostata dei movimenti femministi, di Amnesty International e delle stesse parlamentari di Syriza (il partito del primo ministro, ndr). Una protesta, la loro, che ha raggiunto l'obiettivo che si erano poste: «Chiunque tenti un atto sessuale senza il consenso della vittima è punito con la reclusione fino a 10 anni», dice il testo rivisto dell’articolo 336 del nuovo codice penale, come ha spiegato il ministro della Giustizia Michalis Kalogirou. In poche parole assenza di consenso vuol dire stupro in ogni occasione a prescindere dal grado di violenza fisica dimostrato dall'autore dell'abuso. Il testo originale, invece, considerava in alcune circostanze il crimine un «reato minore da punire con la reclusione da 3 a 5 anni».

RICONOSCERE L'OVVIO

«È una vittoria storica per le donne. Da oggi la legislazione greca riconosce l’ovvio», ha commentato Eirini Gaitanou, responsabile di Amnesty International Grecia dopo l'annuncio del ministro della Giustizia. Anche perché, ricordiamo, che questo è uno dei principi stabiliti dalla Convenzione di Istanbul del 2011 sulla violenza sulle donne, il testo più avanzato in materia. Testo firmato dalla maggior parte dei Paesi europei, molti dei quali, però, non hanno cambiato le proprie leggi per adeguarsi a queste linee guide. Una volta entrata in vigore la nuova legge (probabilmente il primo luglio), la Grecia diventerebbe solamente la decima Nazione del Continente ad adeguare il proprio codice penale in compagnia, tra gli altri di Svezia, Regno Unito e Germania.

IL MODELLO CONSENSUALE

Questo tipo di legislazione applica il modello consesuale puro. Considerato il più evoluto dalle femministe e da chi si occupa di questo tipo di crimine, dà rilevanza massima al «Sì» delle persone coinvolte nel rapporto sessuale. Leggermente diverso il modello consesuale limitato che dà importanza non tanto al consenso ma al dissenso: si basa infatti sull'assunto che «No significa No» e cioè sull'effettiva espressione di contrarietà al rapporto. Questo tipo di visione però non offre una protezione adeguata a quelle donne che non sono in grado (perché impaurite) di esprimere chiaramente il loro dissenso. Il modello vincolato, infine, è il più diffuso e antico. Valido anche in Italia (eredità del codice Rocco del ventennio fascista), prevede che, affinché il reato venga riconsciuto, è necessaria presenza di violenza e minacce da parte dell'aggressore.

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