Sessismo

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27 Maggio Mag 2019 1622 27 maggio 2019

Anche i robot sono sessisti: l'Onu chiede più voci femminili

Siri, Alexa e Google Assistant parlano in modo sottomesso. Questo influenza la nostra percezione, e rafforza lo squilibrio di genere. Così è nata la prima voce artificiale senza identità di genere.

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Intelligenza Artificiale Robot Sessisti

Il sessismo esiste anche tra i robot. E il motivo, come sempre, è culturale. Sono infatti troppo poche le donne che lavorano nel mondo dell'intelligenza artificiale: è questa, secondo l'Onu, la causa della personalità «sottomessa» che assumono le voci femminili di Siri, Alexa e Google Assistant. L'Unesco ha mandato un appello a Apple, Amazon e Google per un cambio di rotta. In collaborazione con il governo tedesco e con la Equals Skills Coalition, l'agenzia dell'Onu per la cultura ha pubblicato uno studio intitolato Se potessi, arrossirei, un riferimento alla risposta standard di Siri quando riceve un insulto e «il frutto di un lampante squilibrio di genere nel settore tecnologico». Ad oggi, secondo lo studio, le donne rappresentano appena il 12% dei ricercatori nel campo dell'intelligenza artificiale, e il 6% degli sviluppatori di software. Lo studio fa una serie di raccomandazioni tra cui quella di evitare che l'assistente vocale sia per default una donna. Si chiede inoltre una programmazione che scoraggi gli insulti basati sul genere e, più in generale, di incoraggiare lo sviluppo di capacità tecnologiche avanzate tra le donne in modo che possano avere voce in capitolo come e quanto gli uomini.

VOCI FEMMINILI SOTTOMESSE CHE INFLUENZANO LA NOSTRA PERCEZIONE

«Macchine passivamente obbedienti con voci di donne entrano nelle nostre case, nelle nostre auto e nei nostri uffici. La loro sottomissione influenza come la gente reagisce alle voci femminili e come le donne rispondono a richieste e si esprimono», ha osservato Saniye Gülser Corat, direttore della parità di genere all'Unesco. Notando come ha fatto l'Unesco che le voci di Siri, Alexa e Google Assistant pongono i toni d voce femminili in ruolo subalterno, un network creativo anglo-americano, Virtue Worldwide, in collaborazione con la ricercatrice danese Anna Jorgensen ha di recente lanciato lanciato la prima voce artificiale senza identità di genere, né maschile né femminile. La voce gender neutral, battezzata Q, è stata sviluppata partendo dalla registrazione delle voci di cinque persone che rifiutano in partenza una precisa identità sessuale, manipolando poi il risultato elettronicamente per comprimerne la tonalità in una banda di frequenze che oscilla attorno ai «neutrali» 153Hz. I creatori di Q hanno lanciato un appello ai colossi del tech perché adottino la loro voce. Con l'obiettivo che diffonderla ovunque si sentono messaggi vocali generati da un computer: non solo sugli smartphone, ma anche «alle stazioni della metropolitana, agli stadi, allo spettacolo e altrove».

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