15 Maggio Mag 2019 2014 15 maggio 2019

Cosa prevede la nuova legge sull'assegno di divorzio

Cambiano i criteri per determinare il sostegno all'ex coniuge. Che può essere anche temporaneo. E decade in caso di nuove nozze, unione civile ma anche convivenza stabile. 

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Nuova Legge Divorzio Assegno A Tempo

Cambiano le norme sull'assegno di mantenimento in caso di divorzio. La Camera dei deputati ha approvato la nuova legge sulle spese da sostenere nei confronti dell'ex coniuge dopo lo scioglimento del matrimonio la sera del 14 maggio con 386 sì, 19 astenuti e addirittura nessun voto contrario. L'obiettivo è quello di aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni - ha spiegato il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone - arrivando a un intervento normativo che superi la 'visione patrimonialistica del matrimonio' quale sistemazione definitiva. In sostanza la nuova legge archivia l'idea che per fissare l'assegno si debba fare riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio. I deputati hanno quindi dato il via libera alla modifica dell'articolo 5 della legge in materia di 'divorzio' (898/1970).

I NUOVI CRITERI: DALLA DURATA DEL MATRIMONIO ALLA ESPERIENZA LAVORATIVA

Secondo le nuove norme, con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale può disporre l'attribuzione di un assegno a favore di un coniuge tenuto conto di una serie diversa di criteri e circostanze quali la durata del matrimonio; le condizioni personali e economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi dopo lo scioglimento del matrimonio; l'età e lo stato di salute del soggetto richiedente; il contributo personale e economico dato da ciascun coniuge alla conduzione famigliare e alla formazione del patrimonio di ognuno o di quello comune; il patrimonio e il reddito netto di entrambi; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un'adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell'adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale; l'impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti.

L'ASSEGNO DECADE CON NUOVE NOZZE, UNIONE CIVILE E CONVIVENZA

Un'altra novità riguarda la possibile temporaneità dell'attribuzione, in caso di difficoltà economiche transitorie. Si stabilisce, inoltre, che l'assegno non è dovuto, non solo in caso di nuove nozze, ma anche in caso di unione civile con altra persona o di stabile convivenza del richiedente, anche non registrata.

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