17 Aprile Apr 2019 1255 17 aprile 2019

Cos'è l'estetica oncologica e perché è importante

Affrontare gli effetti collaterali delle cure e ritrovare il sorriso e la fiducia in se stesse è possibile. Come spiega il team di Salute allo Specchio, progetto del San Raffaele di Milano. 

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Estetica Oncologica Cos’È

«Perderò i capelli?», è spesso la prima domanda delle donne a cui viene diagnosticato un tumore. Un interrogativo che non riguarda solo un fatto estetico, ma riassume un timore molto più profondo e complesso: perdere la propria intimità e femminilità, non riuscire più a riconoscersi nell’immagine allo specchio, non sentirsi padrone del proprio corpo. Dal rispetto per questa preoccupazione nel 2013 è nato il progetto Salute allo Specchio che offre un percorso di supporto psicosociale per aiutare le pazienti oncologiche ad affrontare gli effetti collaterali delle cure e ritrovare il sorriso e la fiducia in se stesse, come ci hanno raccontato le ideatrici le dottoresse Valentina Di Mattei e Giorgia Mangili. L'iniziativa lavora su più fronti: tre giorni al mese un team di professionisti dell’area dell’estetica e della moda allestisce uno spazio all’interno dell’ospedale dove prendersi cure delle pazienti da un punto di vista estetico. Vengono organizzati poi altri incontri che hanno lo scopo di facilitare il recupero del benessere psicofisico, dedicati all’alimentazione, all’attività manuale creativa e all’esercizio fisico durante e dopo le terapie. Tutti questi momenti vengono svolti in gruppo, per favorire il confronto e la condivisione. In questo modo «le donne possono tornare a piacersi smettendo di pensare al proprio corpo come un oggetto estraneo, e riacquistano la consapevolezza del valore dei piccoli gesti nel riappropriarsi della normalità e della vitalità, nonostante l’invasività delle cure».

Uno scatto dagli incontri di Salute allo Specchio.

Marco Casiraghi

LA VANITÀ PUÒ SALVARE LA VITA

«In tutta la vita non ho mai visto mia nonna senza smalto: quella piccola attenzione per lei non era solo vanità ma un modo per amarsi ogni giorno». Ilaria Colbacchi ha partecipato al progetto Salute allo Specchio prima come paziente, poi come estetista. «Facevo già questo lavoro e anche durante il ricovero non ho mai rinunciato a curare il mio aspetto: mi tingevo le unghie e mi disegnavo le sopracciglia tutte le mattine. Queste piccole attenzioni mi hanno aiutata a sentirmi più forte in un momento difficile e dopo la guarigione ho voluto aiutare altre donne a fare lo stesso».

PIACERSI, AMARSI E GUARIRE

Leonardo Bellomo, operatore socio sanitario e make up artist presso l’Ospedale San Raffaele, spiega che «per le donne che lottano contro il cancro è difficile accettare il proprio riflesso nello specchio: non si riconoscono nel loro nuovo aspetto e faticano a prendersi cura di un corpo che sentono estraneo e ostile». Attraverso una serie di incontri di gruppo (che favoriscono condivisione, confronto e supporto reciproco) con medici, psicologi, esperti di moda, consulenti d’immagine e, appunto, make-up-artist il progetto ha proprio lo scopo di restituire alle pazienti oncologiche l’immagine di sé che credevano perduta, aiutarle a vedersi belle, vincendo i circoli viziosi di vergogna, isolamento e sconforto, che rendono più difficile la guarigione. «Si tratta di un percorso di rieducazione al benessere a 360 gradi» prosegue Leonardo. Non ci sono solo trucco, manicure e trattamenti spa rilassanti, ma sono previsti anche mini-tutorial sull’uso di turbanti e copricapi e momenti di gioco con le parrucche (una delle quali viene donata a ogni partecipante). «In questo modo anche il risvolto più inaccettabile della chemioterapia, viene affrontato con più leggerezza e in condivisione. E la soddisfazione più grande è vedere come cambia lo sguardo delle partecipanti man mano che si riscoprono allo specchio, in un’immagine diversa ma di nuovo bella».

Una paziente viene truccata durante uno degli incontri di Salute allo Specchio.

Marco Casiraghi

PROFESSIONISTI PER PASSIONE

E attenzione, non si tratta di un centro benessere qualsiasi. Dal 2019 infatti l’Università Vita-Salute San Raffaele ha avviato il primo Master Universitario in Infermieristica Dermatologica Clinica. Un corso interdisciplinare che propone anche un modulo interamente dedicato alla gestione delle terapie di supporto nei pazienti oncologici aperto anche a studenti esterni, di diversa provenienza professionale (come estetisti e truccatori). Perché, come ricordano le dottoresse Di Mattei e Mangili, chi ha un tumore «necessita di particolari cautele sia nella scelta dei prodotti sia nell’applicazione dei trattamenti. Per questo tutti i professionisti, compresi dermatologi e nutrizionisti, devono avere una formazione specifica».

DIRITTO ALLA BELLEZZA: COSA DICE LA LEGGE

Un'attenzione che però la legge non richiede. Attualmente l’attività estetica è infatti disciplinata dalla 1/90, una norma anacronistica, che ancora esclude tutte le prestazioni che abbiano una finalità anche teraputica, laddove sempre più spesso chi si rivolge a un centro professionale non lo fa per la semplice rimozione di inestetismi, ma per il recupero e il mantenimento del proprio benessere psicofisico. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come uno «stato di benessere fisico, mentale e sociale che non corrisponde alla semplice assenza di malattia o infermità», e in questa concezione si inserisce l’attività di Salute allo Specchio e altre realtà simili in Italia.

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