16 Aprile Apr 2019 1359 16 aprile 2019 Aggiornato il 17 aprile 2019

Il femminicidio di Romina Iannicelli: la vittima era incinta

L'assassinio della donna, 44 anni, è avvenuto nella notte a Cassano allo Jonio, nel Cosentino. Il marito ha confessato.

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L'ennesima storia di violenza sulle donne in questo 2019 già segnato da troppi femminicidi. Se possibile, ancora più tragico, visto che la vittima aspettava un bambino. Romina Iannicelli, di circa 40 anni, è stata uccisa la mattina del 16 aprile a Cassano allo Jonio nel Cosentino. A trovare il cadavere sono stati alcuni familiari che avevano un appuntamento con lei per delle commissioni. L'omicidio è avvenuto nell'appartamento, in una delle zone centrali della cittadina, dove la donna viveva con il marito 48enne, Giovanni De Cicco, che dopo essersi reso irreperibile durante la giornata, nel tardo pomeriggio quando, sentendosi ormai braccato, si è presentato alla caserma dei carabinieri di Cassano. Immediatamente è scattato l'interrogatorio cui è stato sottoposto dal magistrato e dai carabinieri. E alla fine, messo alle strette, è arrivata la confessione. L'uomo ha cercato di alleggerire la sua posizione dicendo di avere assunto una forte dose di droga prima di tornare a casa, ma questa versione non convince gli investigatori. Resta incerto il motivo per cui l'uomo abbia aggredito con tale violenza e ferocia la moglie. Circostanze che gli investigatori stanno cercando di ricostruire. Romina, che era incinta e non aveva altri figli, secondo quanto si è appreso, in questo periodo era particolarmente felice per la gravidanza (era al secondo mese) inseguita e attesa da anni.

ESCLUSO CHE IL MOVENTE SIA LEGATO AL REATI DI DROGA

Romina sarebbe stata colpita mortalmente non a coltellate come si era appreso in un primo momento ma «da un'arma impropria e non convenzionale»: un'aggressione brutale, portata a termine prima con le mani, poi con un cavetto per ricaricare i telefonini ed infine con un bastone risultata, probabilmente, l'arma letale. Il magistrato ha «escluso categoricamente» che l'omicidio della donna, che aveva anche qualche precedente per reati legati allo spaccio di droga, possa essere riconducibile a questioni di criminalità organizzata, propendendo quandi per l'ipotesi del femminicidio. In casa con la coppia vive anche l'anziana madre dell'uomo che è stata accompagnata per essere sentita in caserma. Da quanto si è appreso l'abitazione è stata trovata in disordine.

IL FRATELLO E IL NIPOTINO UCCISI NEL 2014

La vittima era la sorella di Giuseppe Iannicelli, l'uomo di 52 anni ucciso a colpi di arma da fuoco il 16 gennaio 2014, sempre a Cassano allo Ionio, assieme al nipotino di tre anni, Cocò, e alla compagna marocchina Ibtissam Touss, di 27 e i cui corpi vennero poi dati alle fiamme. La parentela con l'uomo ucciso, comunque, non viene ritenuta collegata in alcun modo al delitto della donna che, come già detto, secondo le ipotesi avanzate dagli inquirenti sarebbe l'ennesima vittima di femminicidio.

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