15 Aprile Apr 2019 1717 15 aprile 2019

La storia di Isabelle Kean tra campi di allenamento e volontariato

La mamma del campione juventino ha deciso dare una mano a un'iniziativa solidale ad Asti. «Io e i miei figli abbiamo avuto bisogno di aiuto e non lo dimentico. Voglio restituire».

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Potrebbe vivere serenamente l'ascesa del figlio, che sta attraversando un finale di stagione sopra le aspettative, ma Isabelle Kean ha deciso di darsi da fare mettendo il suo impegno in prima fila per aiutare chi è stato meno fortunato. La mamma del baby fenomeno della Juventus è tornata nella sua Asti per prestare aiuto come volontaria: «Io e i miei figli abbiamo avuto bisogno di aiuto e non lo dimentico. Voglio restituire», ha raccontato a La Stampa.

ARRIVATA IN ITALIA NEL 1990

Isabelle è diventata la voce e la rappresentante di un'iniziativa sociale organizzata nella città piemontese che la accolse, con diffidenza e sospetto, nel 1990 dopo un lungo e faticoso viaggio dalla Costa d'Avorio. L'iniziativa, che prevedere diverse tappe, è iniziata da una struttura dedicata al sostegno delle donne con bimbi piccoli che arrivate nel nostro Paese non sanno dove andare e a chi appoggiarsi.

UNA PAROLA DI SOSTEGNO PER LE ALTRE MADRI IN DIFFICOLTÀ

Ufficialmente l'obiettivo della campagna è quello di diffondere l'importanza del volontariato. «Non in tutte le culture è capito, molti stranieri si spaventano, temono di essere sfruttati per lavori non pagati. Sarebbe bello invece che chi è arrivato qui e si è costruito una vita ci fosse per chi deve ricominciare da capo», ha raccontato la donna. Davanti ad altre ragazze spaesate residenti nella casa famiglia ha cercato di portare la sua esperienza e il suo conforto ascoltando le loro scuole: «Sei mamma e quindi non sarai più sola», ha detto raccontando i primi giorni in Italia quando era sola e per affrontare tutto si concentrò sui figli, Giovanni e Moise, sui loro bisogni, senza preoccuparsi delle stranezze della burocrazia italiana e sull'indifferenza ricevuta.

«FELICE ED EMOZIONATA DI DARE UNA MANO»

La scelta di «restituire» è arrivata anche grazie al figlio Moise, che dopo la firma del contratto con la Juve le disse «Adesso non dovrai più lavorare». Isabelle ora vive a Venaria, vicino a lui e ai campi di allenamento ma spesso torna ad Asti per frequentare l'oratorio che le diede il primo aiuto. «Avere questa considerazione è importante. Sono emozionata e anche felice di poter dare una mano in una città che mi è cara. C’è un proverbio che dice: ricordati da dove sei venuto».

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