15 Aprile Apr 2019 1354 15 aprile 2019

Ashley Judd ha raccontato di aver abortito dopo uno stupro

L'attrice ha raccontato la sua traumatica esperienza al Women in the World summit. «Sono grata di averlo potuto fare in maniera sicura. Non avrei mai potuto condividere il bambino con uno violentatore».

  • ...
Ashley Judd Violenze Aborto

Non è una che ha paura di parlare, Ashley Judd, tra le prime ad aver accusato Harvey Weinstein nel 2017 prima che scoppiasse il ciclone #MeToo. Al Women in the World summit di New York, l'attrice statunitense 50enne ha raccontato alla moderatrice dell'incontro, Katie Couric, un'altra dolorosa pagina della sua vita: quella dell'interruzione volontaria di gravidanza in seguito a una violenza sessuale. «Ho abortito e sono enormemente grata di averlo potuto fare in maniera sicura. Non avrei mai potuto condividere il bambino con uno stupratore, che avrebbe potuto far valere i propri diritti di paternità», ha detto Judd con un racconto vero e crudo, durante il quale ha rivelato di essere stata vittima di una violenza sessuale ben tre volte. Dopo una di queste era rimasta incinta e decise che quel bambino non lo avrebbe voluto. «La democrazia inizia sulla nostra pelle», ha aggiunto l'attrice, «non dovrebbero esserci regole su ciò che si vuole fare con il proprio corpo». Judd ha spiegato: «Il mio violentatore è del Kentucky come me e avrebbe avuto diritto di paternità nel Kentucky e nel Tennessee, dove io risiedo. Avrei quindi dovuto condividere la genitorialità con uno stupratore».

LA LEGGE SULLA FREQUENZA CARDIACA DEL FETO

Quanto raccontato dall’attrice ha fatto seguito ad alcune informazioni diffuse dalla moderatrice del summit sulle decisioni che le amministrazioni di alcuni Stati degli Usa stanno prendendo, per limitare l’accesso all’aborto (e alle azioni dell’amministrazione Trump, come i tagli ai fondi per le cliniche di Planned Parenthood). In Ohio, ad esempio, il governatore Mike DeWine ha dichiarato che firmerà la legge approvata dal congresso statale che proibisce l'aborto una volta che i medici sono in grado di rilevare la frequenza cardiaca fetale con un'ecografia. Una firma che renderà l’Ohio il sesto Stato americano a votare per vietare l'aborto dopo il primo battito cardiaco rilevabile, che può sentirsi già a cinque o sei settimane dalla gravidanza, prima che molte donne siano a conoscienza della gravidanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso