12 Aprile Apr 2019 2026 12 aprile 2019

Per la Cassazione 30 anni a Vincenzo Paduano sono troppo pochi

Accolto il ricorso del procuratore generale di Roma per dare l'ergastolo all'uomo che strangolò e bruciò l'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio. Serve un Appello bis per aumentare la pena.

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Vincenzo Paduano Cassazione Sara Di Pietrantonio

Sono troppo pochi 30 anni di carcere. La Cassazione ha annullato con rinvio a un'altra sezione della Corte d'Assise d'Appello di Roma la condanna per Vincenzo Paduano, l'ex guardia giurata autore dell'omicidio della ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, studentessa di 22 anni, strangolata e bruciata. Così gli ermellini hanno accolto il ricorso del procuratore generale che ha chiesto il ritorno all'ergastolo, inflitto in primo grado, per la gravità della vicenda. Il ricorso di Paduano, che chiedeva le attenuanti generiche, è stato invece respinto.

L'ACCUSA DI STALKING ERA VENUTA MENO

In aula c'era anche la signora Concetta Raccuia, mamma di Sara: «Ho fiducia nella giustizia», ha dichiarato ai giornalisti che l'attendevano all'ingresso. Il Pg, chiedendo di rigettare il ricorso presentato dalla difesa di Paduano - che ammise di «essere un mostro» - e di accogliere quello della procura generale di Roma contraria allo sconto di pena e al venir meno dell'accusa di stalking ritenuta assorbita nel reato di omicidio, aveva detto: «Vincenzo Paduano è responsabile di tutti i reati che gli sono stati contestati, e non devono essergli concesse attenuanti. Piuttosto va celebrato un processo d'appello bis per valutare la sua condanna all'ergastolo».

UCCISE PER «SPIRITO PUNITIVO», NON PER GELOSIA

Il Pg Tocci ha chiesto di «dichiarare l'autonoma sussistenza del reato di stalking» come stabilito in primo grado e di annullare con rinvio la sentenza d'appello «limitatamente alla pena» che é da aumentare. Paduano ha ucciso «non per un impeto di gelosia ma per spirito punitivo», ha ripercorso i fatti il Pg Tocci, ricordando che l'imputato «voleva esercitare sulla vittima un dominio possessivo». Ha poi aggiunto che «i social hanno invaso le nostre vite e ci rendiamo conto come sia invasivo un controllo su un account Facebook: l'inserimento abusivo in quello di Sara è sintomatico del dominio che voleva esercitare sulla ragazza».

PREMEDITAZIONE, FUTILI MOTIVI E SCUSE TARDIVE

Insomma «tutti gli elementi raccolti dalle indagini non consentono alcun ragionevole dubbio sulla fondatezza delle aggravanti», della premeditazione e dei futili motivi. Strada sbarrata anche alla richiesta della difesa di Paduano di ottenere le attenuanti generiche per via delle "scuse" che tardivamente ha fatto ai familiari di Sara. Per il Pg Tocci «si tratta innanzitutto di scuse tardive: è facile chiedere perdono dopo essere stati condannati all'ergastolo, e non si tratta solo di tardività o di facilità, ma anche di inconcretezza».

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