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Diritto all'aborto

11 Aprile Apr 2019 1658 11 aprile 2019

Il Texas potrebbe punire l'aborto con la pena di morte

Una proposta di legge choc nello Stato conservatore del Sud propone di applicare l'estrema sanzione alle donne che interrompono la gravidanza e ai medici che le aiutano.

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I parlamentari del Texas stanno studiando una proposta di legge che potrebbe prevedere la pena di morte per una donna che abortisce e per i medici che la aiutano a farlo. La House Bill 896, sbarcata nella commissione Giustizia della camera texana, rimuoverebbe l'eccezione nel codice penale prevista per le donne e i medici che permettono loro di abortire, permettendo così di applicare la pena di morte per omicidio anche se la vittima è un feto. «Un essere umano vivente», si legge nella proposta, «dal momento della fecondazione di un ovulo data da uno spermatozoo, gode degli stessi identici diritti, poteri e privilegi garantiti dalle leggi dello Stato a qualsiasi altro essere umano vivente». Di conseguenza, se uccidere un bambino ancora non nato è come uccidere una persona, tra le pene previste ci può essere la sentenza capitale. La proposta deve essere ancora approvata in commissione, ed è molto difficile che passerà. Ma solo il fatto che sia arrivata alle porte dell'Aula rende l'idea dei passi indietro che si stanno facendo negli Stati più conservatori degli Usa in tema di diritti.

L'ALABAMA PROPONE IL CARCERE FINO A 99 ANNI

Solo il 2 aprile, in Alabama, è stata introdotta una proposta di legge che vuole punire le donne che praticano l'interruzione volontaria di gravidanza con un periodo di reclusione che va da dieci anni a 99. Praticamente un ergastolo. La proposta legislativa consentirebbe l’aborto solo nei casi in cui vi sia «un serio rischio per la salute della madre del nascituro». Questo significa che anche le madri di bambini concepiti per via di uno stupro o un incesto sarebbero ugualmente punibili con il carcere.

«UNA CONDANNA A MORTE PER LE DONNE»

Nell’emendamento si precisa che lo Stato «non protegge il diritto all’aborto» e non richiede finanziamenti per l’interruzione di gravidanza, ma che l'interruzione di gravidanza resta comunque legale come previsto dalla storica sentenza della Corte Suprema federale Roe v. Wade del 1973: chiaramente però l'emendamento potrebbe ribaltarla. Ed è quello che spera, per esempio, la promotrice della proposta di legge Terri Collins: «Speriamo che la arrivi fino alla Corte Suprema in modo da rovesciare la sentenza Roe v Wade», ha dichiarato. Mentre Staci Fox, presidente e Ceo di Planned Parenthood Southeast ha definito questa proposta di legge in Alabama «una condanna a morte per le donne». Forse non immaginava che qualche giorno dopo la sua iperbole sarebbe andata nero su bianco in Texas.

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