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Diritti

5 Aprile Apr 2019 1846 05 aprile 2019

Masih Alinejad: «La solidarietà non indossa il velo»

La femminista originaria dell'Iran contro Jacinda Ardern e tutte le occidentali che portano l’hijab come segno di rispetto nei confronti della cultura islamica. 

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Masih Alinejad

Dopo la strage nelle due moschee in Nuova Zelanda, la premier Jacinda Ardern ha deciso di indossare il velo in segno di rispetto e solidarietà nei confronti della comunità islamica. Un gesto toccante che però non è piaciuto a Masih Alinejad, femminista iraniana, residente in Usa. La donna, oltre a essere la fondatrice del movimento dei Mercoledì bianchi giorno in cui le donne si mostrano a capo scoperto in segno di protesta, ha anche ideato la campagna My Stealthy Freedom-The right for individual Iranian Women to choose whether they want hijab (il diritto individuale delle donne iraniane di scegliere se volere l’hijab, ndr). L'attivista ha spiegato di aver ammirato il fatto che la premier sentisse compassione verso la comunità musulmana, ma vederla velata le ha spezzato il cuore: «Usare uno dei più visibili simboli di oppressione delle donne islamiche in molti Paesi come gesto di vicinanza è oltraggioso». Per questo è stata lanciata una lettera aperta, scritta in francese e in inglese, rivolta ad Ardern in cui le attiviste spiegano: «Mentre le sue azioni ricevevano il plauso internazionale, gettavano nella desolazione le persone che combattono contro l'oppressione teocratica che lei ha deciso di rendere un simbolo».

IL MESSAGGIO PER TUTTE LE DONNE OCCIDENTALI

Un'accusa, la sua, che rivolge anche tutte le politiche occidentali, le turiste e le atlete che visitano l'Iran indossando l'hijab in segno di rispetto per la cultura locale: «Considerare cultura una legge discriminatoria è un insulto alla nostra Nazione», ha chiarito Masih. Che ha portato come esempio le ministre svedesi: da una parte la vice premier Isabella Lovin che ha puntato il dito contro la mancanza di donne nel Consiglio dei ministri di Donald Trump, dall'altra la ministra Ann Linde che in Iran non ha esitato a indossare il velo. E ancora le politiche olandesi che durante un viaggio nel Paese non si sono tolte l’hijab nonostante fossero in visita negli stessi giorni Vida, la ragazza di «via Enghelab», è stata arrestata per essersi tolta il velo e averlo sventolato per strada. «Quando si parla di America ci dicono che uomini e donne sono uguali. Ma quando vanno in Iran il messaggio diventa che gli uomini hanno più diritti delle donne», ha concluso Masih.

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