31 Marzo Mar 2019 1311 31 marzo 2019

Il documento emerso dal Congresso della Famiglia di Verona

No all'«utero in affitto», alle famiglie omogenitoriali, a un approccio di genere meno rigido. Ecco le richieste del 13esimo Congresso della Famiglia.

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Congresso Famiglia Verona Documento Utero In Affitto

Constratare l'«utero in affitto» tramite una moratoria internazionale e «protezione dei minori» sono i concetti al centro del documento emerso dalla tre giorni di incontri al Congresso della Famiglia di Verona. Nel testo si chiede di tutelare i bambini «a partire dai loro diritti ad avere una mamma e un papà, a non diventare oggetti di compravendita, di abusi sessuali e pedopornografia e a ricevere un'educazione che non metta in discussione la loro identità sessuale biologica e non li induca a una sessualizzazione precoce». Un documento che conferma l'orientamento contro gli omosessuali e le donne della manifestazione.

RICONOSCERE LA PERFETTA UMANITÀ DEL CONCEPITO

Tra le altre richieste che sollecitano un impegno delle istituzioni: «Il riconoscimento della perfetta umanità del concepito, la protezione da ogni ingiusta discriminazione dovuta all'etnia, alle opinioni politiche, all'età, allo stato di salute o all'orientamento sessuale; la tutela delle famiglie in difficoltà economiche, specie se numerose, e delle famiglie rifugiate; il contrasto all'inverno demografico, tramite leggi che incentivino la natalità». La Dichiarazione di Verona, adottata per acclamazione a chiusura della manifestazione, contiene una domanda emersa dal tavolo sulla demografia: «Perché la UE prevede fondi salva-stati che, nella pratica sono salva-banche e non istituisce un fondo salva-famiglie?», si sono domandati gli organizzatori del Congresso, Toni Brandi e Jacopo Coghe.

ALTERNATIVE VALIDE ALL'ABORTO E CONCILIAZIONE LAVORO-MATERNITÀ

La Dichiarazione di Verona prosegue sottolineando «l'urgenza della tutela dei diritti delle donne, dal ricevere valide alternative all'aborto, alla protezione dallo sfruttamento sessuale e dalla pornografia, alla parità di trattamento salariale, fino alla conciliazione tra lavoro e maternità, attraverso più lunghi congedi parentali e - per chi lo desidera - flessibilità, part time o telelavoro. Le madri che scelgano di dedicarsi esclusivamente ai figli e alla famiglia andrebbero tutelate con una remunerazione adeguata per il lavoro casalingo, laddove lo stipendio del coniuge non sia sufficiente per un'esistenza libera e dignitosa». Ulteriori punti del documento riguardano «il radicale contrasto alla diffusione e alla legalizzazione di ogni tipo di droga e la difesa del diritto dei genitori alla libertà di scelta educativa per i propri figli (art. 26 Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo), specie riguardo la sfera sessuale e l'affettività».

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