Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

28 Marzo Mar 2019 1818 28 marzo 2019

Salta il revenge porn: bagarre alla Camera

Respinto l'emendamento Boldrini. Che sbotta: «Una occasione persa». Le opposizioni insorgono. I cinque stelle presentano in Senato una loro proposta di legge. 

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Revenge Porn Boldrini Codice Rosso

Revenge porn, nulla di fatto. Almeno per ora. Giovedì 28 marzo alla Camera si è scatenata la bagarre dopo la bocciatura dell'emendamento Boldrini che prevedeva una nuova tipologia di reato per chi diffonde per vendetta immagini private. Le opposizioni avevano chiesto di inserirlo nel Codice Rosso, richiesta poi respinta con voto segreto: 218 sì contro 232 no. E la seduta è stata sospesa. Durissima la reazione della ex presidente di Montecitorio Laura Boldrini che su Twitter ha sbottato: «Tutte le forze politiche hanno votato il mio emendamento sul #RevengePorn tranne Lega e 5 stelle. Per 14 voti si è persa l’occasione di proteggere i nostri giovani da questo odioso fenomeno che colpisce soprattutto le donne. Ma come si può? #CodiceRosso».

Stefania Ascari, relatrice pentastellata, ha spiegato come la questione sia delicata e quindi «va trattata con serietà e in modo strutturale e non sventolato in maniera strumentale come una bandiera politica». E ha aggiunto: «Una proposta di legge è già incardinata in Senato e un mero emendamento non può risolvere la questione. Una risposta frettolosa potrebbe rilevarsi inefficace». Quasi nelle stesse ore in Senato si stava tenendo una conferenza stampa sul ddl per contrastare il fenomeno. Con la madre di una ragazza morta suicida per i video diffusi in Rete in lacrime aspettando una misura in memoria della figlia.

MARIA ELENA BOSCHI: «MAI VISTO TANTO CINISMO»

A Montecitorio si sono registrate aspre contestazioni. Silvia Benedetti, deputata del gruppo Misto ed ex 5 stelle, ha commentato: «Sono veramente schifata, avete preso il peggio del peggio della politica degli slogan e della propaganda. È uno schifo». Su Twitter ha attaccato Maria Elena Boschi: «Alla Camera Lega e M5s votano contro l'introduzione del reato di revenge porn. E sapete perché? Perché la proposta di legge non è loro. Mai visto tanto cinismo giocato sulla pelle delle vittime di un reato così odioso».

Da Forza Italia le ha fatto eco Mara Carfagna, vicepresidente della Camera: «Se fosse per noi stasera l'Italia avrebbe una legge sul revenge porn. La maggioranza invece vuole aspettare mesi, mentre donne e ragazze vittime di ritorsioni e ricatti sul web saranno prive di tutela per il cinico opportunismo di M5S e Lega. Vergognatevi. Tacete».

La deputata azzurra ha poi aggiunto in un altro tweet: «Questa maggioranza riesce a dividere il Paese anche sulla violenza contro le donne e la tutela dei diritti. Non era mai successo. Prima se ne va questo governo, meglio è. #CodiceRosso».

SARTI: «SERVE UN DIBATTITO GIURIDICO SOCIALE»

Su Facebook si era espressa anche Giulia Sarti, la deputata pentastellata vittima della diffusione di foto hot hackerate dalla sua mail nel 2013, e finita nella bufera per gli strascichi della rimborsopoli M5s. «Ringrazio tutti coloro che in questi giorni hanno espresso reale e sincera vicinanza nei miei riguardi. A tal proposito, in virtù di quel che ho passato, io così come molte altre donne purtroppo, ci tengo a sottolineare che il caso in questione, cosiddetto 'revenge porn', discusso in queste ore nell'ambito del Codice Rosso, non può certo risolversi attraverso l'approvazione di un mero emendamento».

Ringrazio tutti coloro che in questi giorni hanno espresso reale e sincera vicinanza nei miei riguardi. A tal...

Geplaatst door Giulia Sarti op Donderdag 28 maart 2019

«Al contrario, la materia è talmente delicata da richiedere un ampio dibattito non solo parlamentare, bensì giuridico-sociale, volto dapprima a coinvolgere esperti, vittime, famiglie, analisti, giuristi e tutte le varie articolazioni dello Stato competenti come la Polizia postale e delle comunicazioni», ha concluso Sarti. «È un tema importantissimo, una sua seria regolamentazione non può rischiare di nascere monca».

LA PROPOSTA DI LEGGE DEL M5S

Linea ribadita dai senatori del M5s che in conferenza stampa hanno sottolineato come occorra un reato specifico per il revenge porn. Il disegno di legge pentastellato prevede un aumento delle pene, che arrivano fino a 10 anni se la diffusione di immagini a sfondo sessuale senza il consenso dell'interessato porti alla morte della vittima, e una forte spinta alla prevenzione attraverso un accordo con il ministero dell'Istruzione, in collaborazione con la Polizia postale, per illustrare nelle scuole linee guida utili ad un uso consapevole della Rete.

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