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27 Marzo Mar 2019 1610 27 marzo 2019

La statua Fearless Girl sbarca a Milano

Comparsa per la prima volta a New York in occasione dell'8 marzo 2017, il simbolo della parità di genere nelle aziende arriva nel capoluogo lombardo. Storia e critiche. 

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Fearless Girl Statua Milano

La Fearless Girl, la statua con protagonista la ragazzina che sfidava il toro di Wall Street, arriva a Milano. Una copia a grandezza naturale dell’opera di Kristen Visbal che era stata collocata a New York in occasione della Giornata internazionale della donna 2017. A portare in Italia il simbolo è la società statunitense di servizi bancari e finanziari State Street, che commissionò l'originale per promuovere le presenze femminili all’interno dei consigli di amministrazione delle aziende su cui investe, nel suo stand al Salone del risparmio.

LA STATUA È DIVENTATA UN’ICONA

La ragazzina, raffigurata con i capelli raccolti in una coda di cavallo e le mani sui fianchi in segno di sfida e il toro, simbolo della borsa, sono diventati delle vere proprie icone. Attiravano l’interesse di turisti e non che non perdevano occasione di fotografarsi con le statue. Ma la Fearless Girl , che attualmente si trova davanti all'ingresso del New York Stock Exchange e in Paternoster Square a Londra, ha assunto anche un significato più profondo diventando uno dei simboli del movimento per l’uguaglianza di genere.

LA STORIA DELLA FEARLESS GIRL

Nel marzo 2017 la città di New York concesse all'opera in bronzo un permesso di permanenza di una settimana, esteso poi dal sindaco Bill de Blasio fino al due aprile dello stesso anno. Alta circa 1,20 metri e con un vestitino che sembra mosso dal vento, la bambina protagonista vuole sensibilizzare il mondo sul valore delle donne nelle posizioni dirigenziali. Sono ancora poche, infatti, le lavoratrici che ricoprono ruoli al vertice e quelle presenti nei Cda. Un appello parzialmente accolto considerando che, a partire dal debutto della campagna, molte aziende hanno iniziato a includere più consigliere o hanno comunque promesso di farlo.

QUELLI CHE SI SONO DICHIARATI CONTRARI

Arturo di Modica, autore del Charging Bull (il toro di Wall Street), quando comparve la Fearless Girl, ne chiese la rimozione, poiché riteneva che il suo lavoro venisse sfruttato per fini commerciali e che, l’integrità artistica della sua opera, fosse stata minata. Anche altri artisti si unirono alla polemica sollevata. Fomentata anche da chi pensa che rappresentare le ambizioni delle donne con una bambina sia un modo per sminuire lo stesso genere femminile e da coloro che la vedono solo come un'iniziativa pubblicitaria di State Street e quindi non come una vera icona femminista.

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