26 Marzo Mar 2019 1308 26 marzo 2019

Le dimissioni di Lucetta Scaraffia e lo staff di 'Donne, Chiesa, Mondo'

La giornalista insieme a dieci colleghe lascia l'inserto femminile dell'Osservatore Romano: «Clima di sfiducia e progressiva delegittimazione. Posizioni opposte alle nostre anche sugli abusi sulle religiose».

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Una frattura decisiva, quella della storica e giornalista italiana Lucetta Scaraffia, che ha annunciato di aver deciso, insieme ad altre dieci colleghe, di dimettersi dalla redazione di Donne, Chiesa, Mondo dovute a un clima di disistima e sfiducia. «Prendo atto della libera e autonoma decisione della professoressa Scaraffia di interrompere la collaborazione con L'Osservatore Romano, e di considerare chiusa la sua direzione di Donna Chiesa Mondo». Così il direttore del quotidiano della Santa Sede, Andrea Monda, succeduto il 18 dicembre a Gian Maria Vian, rende nota l'uscita di Lucetta Scaraffia dal giornale e dall'inserto donne. «In questi pochi mesi da quando sono stato nominato Direttore ho garantito alla professoressa Scaraffia, e al gruppo di donne della redazione, la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l'inserto mensile da quando è nato, astenendomi dall'interferire in qualsiasi modo sulla fattura del supplemento mensile del giornale e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della professoressa Scaraffia e della redazione del supplemento», ha dichiarato. «Il mio impegno», ha spiegato ancora Monda in una nota, «non è stato in alcun modo quello di depotenziare il mensile Donne Chiesa Mondo, al quale è stato semmai confermato integralmente il budget ed è stata garantita la traduzione e la diffusione in altri Paesi nonostante la necessità generale di contenere i costi della Curia.

ARTICOLI OPPOSTI ALLA LINEA, COME LA CRITICA AGLI ABUSI SULLE RELIGIOSE

Ma per Scaraffia, che ha lanciato l'inserto femminile nel 2012, la questione che ha portato alle dimissioni non riguarda il budget: «Da quando si è insediata la nuova direzione abbiamo vissuto molte difficoltà. Sono almeno due mesi che vediamo la pubblicazione di articoli totalmente opposti rispetto alla linea del nostro mensile, è stato un processo di delegittimazione crescente. È uscito ad esempio un articolo firmato da Monica Mondo, una recensione molto critica su un filmato che mostrava abusi su religiose, che portava avanti posizioni opposte alle nostre», ha detto la giornalista all'Huffington Post. Scaraffia, oltre all'editoriale con cui ha annunciato di voler lasciare l'inserto, ha anche scritto una lettera a papa Francesco spiegando di aver deciso di gettare la spugna «perché ci sentiamo circondate da un clima di sfiducia e di delegittimazione progressiva, da uno sguardo in cui non avvertiamo stima e credito per continuare la nostra collaborazione. Con la chiusura di Donne, Chiesa, Mondo si conclude, o meglio si spezza, un'esperienza nuova ed eccezionale per la Chiesa: per la prima volta un gruppo di donne, che si sono organizzate autonomamente e che hanno votato al loro interno le cariche e l'ingresso di nuove redattrici, ha potuto lavorare nel cuore del Vaticano e della comunicazione della Santa Sede, con intelligenza e cuore liberi, grazie al consenso e all'appoggio di due papi».

«INDIGNAZIONE E SOFFERENZA: NON POTEVAMO PIÙ TACERE»

La giornalista ha spiegato però che tra le lettere che in redazione hanno ricevuto dalle lettrici «sono emersi anche casi e vissuti dolorosi che ci hanno riempite di indignazione e di sofferenza. Come ben sa, non siamo state noi a parlare per prime, come forse avremmo dovuto, delle gravi denunce dello sfruttamento al quale numerose donne consacrate sono state e sono sottoposte (sia nel servizio subordinato sia nell'abuso sessuale) ma lo abbiamo raccontato dopo che i fatti erano emersi, anche grazie a molti media. Non abbiamo più potuto tacere: sarebbe stata ferita in modo grave la fiducia che tante donne avevano riposto in noi».

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