22 Marzo Mar 2019 2130 22 marzo 2019

Le giapponesi si ribellano alla schiavitù dei tacchi sul lavoro

Il 70% delle donne che lavorano a Tokyo sono costrette a indossarli almeno una volta alla settimana. E su internet parte la campagna #KuToo.

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Donne Giapponesi Contro Tacchi Lavoro

Le donne giapponesi si ribellano contro la schiavitù dei tacchi alti sul posto di lavoro. E con l'hashtag #KuToo - derivato da kutsu, parola giapponese che significa scarpe, e dall'inglese too, con evidente riferimento al movimento americano #MeToo - stanno cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica del Paese asiatico. In Giappone, infatti, gli uomini che lavorano sono tenuti a indossare l’abito e a portare la cravatta. Dalle donne, invece, ci si aspetta che indossino i tacchi. La scarpa bassa è considerata troppo casual. E così quando si lavora, o peggio ancora quando si cerca lavoro, le donne sono costrette a camminare con i tacchi. Da qui la protesta: la scarpa non è comoda, i chilometri sono tanti e l’effetto sui piedi è doloroso e cruento. Mentre gli uomini possono portare dei comodi mocassini.

Yumi Ishikawa, assistente in un’agenzia di pompe funebri di Tokyo, dopo l'ennesima giornata passata in equilibrio sui tacchi alti, ha scritto un tweet diventato subito virale: «Se le donne potessero indossare scarpe del genere il nostro lavoro sarebbe meno scomodo». I like sono stati tanti, i retweet pure. Del resto, le aziende giapponesi hanno una vera e propria fissazione per i tacchi alti. Tant’è che una rivista locale, dopo un sondaggio, ha rilevato che il 70% delle donne che lavorano a Tokyo sono costrette a indossarli almeno una volta alla settimana. Elizabeth LaCouture, direttrice del programma di studi di genere presso l'Università di Hong Kong, ha dichiarato al South China Morning Post: «Anche se l'uso a lungo termine dei tacchi comporta rischi per la salute come danni muscolari, in tutto il mondo sono ancora percepiti come un simbolo di femminilità. Fanno parte dell’uniforme femminile. Anche gli uomini sono legati a una sorta di uniforme da ufficio, ma le loro scarpe sono decisamente più comode». Altri commentatori hanno notato che in molti uffici sono presenti armadietti appositi per cambiare le scarpe. Le donne arrivano indossando le sneaker, ma poi lavorano con i tacchi. La ribellione è appena cominciata.

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