Attivisti Contro Congresso Mondiale Delle Famiglie Verona 2019

Congresso mondiale delle famiglie 2019

22 Marzo Mar 2019 1710 22 marzo 2019

Associazioni e movimenti contro il Congresso delle Famiglie

Da Arcigay a Rebel Network, sono decine e hanno deciso di fare rete dandosi appuntamento il 30 marzo in città per «un'Italia laica e Verona libera dagli integralisti».

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«Verona libera, Italia laica» è la parola d'ordine della società civile nazionale e internazionale che si mobilita il 30 marzo nella città ormai simbolo degli attacchi ai diritti delle donne, sede del World Congress of Families.

Ippfen (International Planned Parenthood Federation European Network) e Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) in collaborazione con Rebel Network, insieme ad una vasta rete di associazioni e movimenti si danno appuntamento a Verona «per denunciare», si legge in una nota, «quello che si è autodefinito il Congresso mondiale delle Famiglie: l'iniziativa internazionale omofoba contro la libertà e l'autodeterminazione delle donne e contro l'autodeterminazione delle scelte affettive e familiari».

Con un convegno, il 30 marzo (dalle 9.00 alle 13.00, presso l'Accademia dell’Agricoltura, Lettere e Scienze, in via del Leoncino 6) «diamo vita», informano gli organizzatori, «a uno spazio comune di impegno, unità e mobilitazione per tutta la società civile e i movimenti, che sia una opportunità di proposta costruttiva prima del corteo di protesta del pomeriggio».

Il Congresso mondiale delle Famiglie è un evento che, cosa grave in uno Stato laico, al di là del formale ritiro del patrocinio annunicato dal premier Conte, vede un pieno avallo del Governo Italiano a questa iniziativa, con la partecipazione di numerosi ministri, a partire dal vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini, a quello della Famiglia Lorenzo Fontana e dell'Istruzione Marco Bussetti, fino al governatore del Veneto Luca Zaia e al sindaco di Verona Federico Sboarina.

Da qui «la necessità di creare una nuova alleanza tra associazioni della società civile, con gli uomini e le donne delle tante associazioni e movimenti per affrontare le sfide che abbiamo davanti e per una mobiltazione civica che vada oltre Verona».

La costruzione di una potente Rete, «è fondamentale», sottolineano i promotori, «per parlare un linguaggio corale, forte e costruttivo. Necessaria, tanto più oggi, di fronte ai violenti e reiterati attacchi alla libertà di donne e uomini, in particolare ai diritti conquistati negli anni passati dall’iniziativa politica del movimento delle donne, che grazie alle battaglie deomocratiche insieme a chi si batteva per la laicità dello Stato, seppe imporre nella società italiana i temi dell'autodeterminazione, dei diritti e della libertà».

Le associazioni che hanno finora aderito:

Agedo, Arci Nazionale, Arcigay, Associazione Lesbica Femminista Italiana: ALFI Nazionale, Allout, Associazione Radicale Certi Diritti, Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Comitato Popolare Dfesa Beni Publici e Comuni “Stefano Rodotà”, Cooperativa Giancarlo Siani – Libera, Coordinamento Torino Pride, Differenza Donna, Edge, D.i.Re Donne in rete contro la violenza, Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali, GayNET, I sentinelli di Milano, IPPFEN, MIT – Laiga – Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della legge 194/78,Movimento Identità Trans, Movimento per i beni comuni, Rebel Network,Rete Educare alle differenze, Se Non Ora Quando –Torino e Ufficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale, Via di donna.

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