21 Marzo Mar 2019 1748 21 marzo 2019

La piaga dell'aborto illegale Brasile

Ogni giorno circa 1.500 donne interrompono la gravidanza illegalmente. Chi ha disponibilità economiche paga un'ostetrica tra i mille e i 3 mila euro, le altre rischiano la vita nei bagni.

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Legge Aborto In Brasile

In un Paese in cui la ministra della Famiglia afferma pubblicamente di essere «personalmente contro ogni forma di aborto, anche in caso di stupro», non stupisce che il tasso di interruzioni volontarie di gravidanza sia altissimo. Parliamo del Brasile, dove ogni giorno circa 1.500 donne abortiscono illegalmente, mentre secondo il ministero della Salute del Paese, una media di 4,5 donne al giorno si sottopone legalmente alla procedura di interruzione della gravidanza. Lo ha reso noto un'inchiesta realizzata dal sito brasiliano Universa del gruppo di media Uol, che sottolinea le difficili condizioni delle donne che vogliono abortire nel Paese sudamericano governato dalla ultradestra di Bolsonaro.

SE NON SI HANNO SOLDI SI RISCHIA LA VITA

Il reportage segnala che per le persone che vogliono abortire illegalmente ma che possono pagare per un ostetrica, il problema è (finanziariamente) risolto con una cifra tra i 5 mila e 15 mila reais (tra i 1.100 e i 3.500 euro). Alle donne che non hanno denaro, restano procedure dolorose realizzate in bagni, letti e materassi, molto spesso, di veri e propri macellai. In Brasile, l'aborto è permesso solo in caso di stupro, se la gravidanza è un pericolo di vita per la madre e quando il feto è anencefalico. La pena per le donne che praticano l'aborto fuori da queste condizioni può arrivare a tre anni di carcere. Nel reportage di Universa viene segnalato che l'aborto illegale in Brasile costa cifre milionarie alle casse pubbliche: il sistema sanitario ha infatti speso 500 milioni di reais per curare complicazioni da aborto illegale negli ultimi dieci anni.

UNA LEGISLAZIONE VECCHIA E RESTRITTIVA

«La legislazione sull'aborto è vecchia», ha commentato Andre Luiz Malavasi, direttore del Nucleo di Violenza sessuale dell'ospedale Perola Byington di San Paolo, principale struttura che realizza aborti legali nel Paese. «La decisione di abortire dovrebbe essere della donna, la Chiesa o lo Stato non devono interferire. La realtà è che se una donna vuole abortire, nessuno può fermarla, nemmeno la legge. Ciò che cambia è che i ricchi vivono e i poveri muoiono».

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