Femminicidio

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21 Marzo Mar 2019 1916 21 marzo 2019

Femminicidio, tolto il risarcimento ai tre figli di Marianna Manduca

I giudici di primo grado avevano riconosciuto la responsabilità civile dei magistrati rimasti inerti nonostante le 12 denunce della donna uccisa dal marito nel 2007.

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Marianna Manduca Femminicidio

La Corte d'appello di Messina ha annullato il risarcimento di 259.200 euro che, nel giugno del 2017, i giudici di primo grado avevano riconosciuto ai tre figli minorenni di Marianna Manduca, dopo avere riconosciuto la responsabilità civile dei magistrati rimasti inerti nonostante le 12 denunce della donna, poi uccisa dal marito nel Catanese. Lo ha denunciato la vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, Mara Carfagna, che si è detta «incredula e indignata per la sentenza» di secondo grado che impone ai «tre orfani di Marianna Manduca di restituire la già misera somma che il ribunale di Messina aveva previsto a loro risarcimento». «La Corte d'Appello» - ha aggiunto Mara Carfagna - «ha detto quindi agli orfani, e a tutti noi, che quel femminicidio non poteva essere evitato e che denunciare i violenti è vano».

«SCONVOLGENTE CHE I GIUDICI NON PARLINO DI NEGLIGENZA»

Carfagna ha giudicato «sconvolgente che i giudici abbiano sentenziato, in nome del popolo italiano, che non vi fu negligenza alcuna da parte di chi, preposto a proteggere la vita di noi tutti e a fare giustizia, ha ignorato le fondate e disperate richieste d'aiuto di Marianna Manduca». «Non è mio costume mancare di rispetto alla magistratura», ha sottolineato Carfagna, «ma oggi, non posso astenermi dal dire che questa è l'ennesima beffa verso chi è vittima di violenza eppure trova il coraggio di denunciare e soprattutto verso i più fragili, i più indifesi: gli orfani che hanno visto la madre uccisa dal padre».

«NEGATO UN FONDO ADEGUATO AGLI ORFANI»

E ancora: «Questo è il risultato del messaggio politico che il governo ha dato negando un fondo adeguato agli orfani di femminicidio, ma anche il segno che, al di là della propaganda, questo Paese rischia di fare retromarcia su diritti fondamentali e acquisiti». «Ci auguriamo», ha concluso la vicepresidente della Camera, «che la Cassazione ripristini legalità e giustizia e che, almeno di fronte a questo, il governo si muova per sostenere le famiglie che accolgono e crescono bambini e ragazzi così orribilmente feriti».

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