19 Marzo Mar 2019 1138 19 marzo 2019

Una donazione per salvare Adama dalla mutilazione genitale

Una campagna di crowdfunding è stata lanciata per salvare dall'orrenda pratica una bambina in Guinea. L'obiettivo è portarla in Italia dove già vive il padre. 

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Mutilazioni Genitali Guinea Adama

Adama ha quasi tre anni. È nata il 25 aprile 2016. Ha un’età in cui le bambine dovrebbero giocare, divertirsi e non preoccuparsi delle brutalità della vita. Ma per la piccola guineana questo compleanno potrebbe trasformarsi in una delle violazioni più crudeli che una donna possa subire: la mutilazione genitale. Una pratica arcaica, invasiva e pericolosa che è ancora a ampiamente diffusa in molti Paesi, soprattutto africani. Secondo l’UNICEF, impegnato da anni contro questa violenza, in Guinea quasi la totalità della popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni è stata vittima di infibulazione, con un tasso allarmante che sfiora il 97%. Entrambi i genitori sono contrari, ma la decisione, anche a causa dell’assenza del padre, Mamadou, è già stata presa dalle due nonne. Quest'ultimo, infatti, è un giornalista fuggito in Italia dopo che, durante la realizzazione di un reportage su una manifestazione dell’opposizione, è stato fermato dai militari dell’esercito, che gli hanno sparato a freddo una raffica di mitra. La sua missione, adesso, è quella di permettere alla sua famiglia di raggiungerlo nel più breve tempo possibile, così da poter salvare la figlia dall’atroce destino che la società ha scritto per lei. Ma i tempi burocratici per ottenere il ricongiungimento familiare sono troppo lunghi, quindi l'unica soluzione è optare per un visto turistico che permetta alla moglie e alla loro bambina di arrivare su suolo italiano prima del 25 aprile 2019.

LE SPESE SONO ELEVATE

Le spese necessarie per il viaggio sono ingenti. Comprendono infatti: 120 euro per il visto, 200 per l'assicurazione sanitaria, 1.600 euro di disponibilità economica per la sussistenza in Italia, da dimostrare per ottenere il permesso, duemila euro per il biglietto aereo di andata e ritorno. La cifra totale si aggira intorno ai quattromila euro. Un costo che Mamadou, che vive e lavora a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, da solo non può sostenere, perché guadagna poco più di 600 euro e ne spende la metà per una stanza affittata senza contratto. Per questo motivo si è rivolto a Produzioni dal Basso, la prima piattaforma italiana di crowdfunding, con la richiesta di attivare una campagna di raccolta fondi per finanziare lo spostamento di moglie e figlia. Tutte le spese sostenute vengono documentate e riportate dalla piattaforma, nell’aera visibile ai sostenitori. Qualora i soldi raccolti fossero di più di quanto previsto per il viaggio di Adama e di sua madre Djenabou, i fondi serviranno per garantire la loro permanenza in Italia. Le altre pratiche, nel frattempo, stanno procedendo. Il 25 febbraio è stato rilasciato il passaporto della bambina e anche il resto della documentazione, dal visto al ricongiungimento familiare sono in fase di sviluppo. L’obiettivo è anche quello di trovare un alloggio con affitto regolare a Padova per Mamadou, perché solo così il suo permesso di soggiorno per motivi umanitari, può trasformarsi in uno concesso per ragioni lavorative.

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