19 Marzo Mar 2019 2118 19 marzo 2019

Cosa prevede la legge contro il revenge porn in discussione nel Lazio

La consigliera regionale del Pd Sara Battisti ha presentato un progetto per combattere la diffusione di materiale esplicito senza consenso. Previste forme di sostegno per le vittime e programmi di sensibilizzazione.

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«Il fenomeno del revenge porn e della condivisione di materiale esplicito senza consenso, è in drammatica diffusione, anche tra i minori. Sempre più spesso leggiamo notizie di vittime che arrivano fino a sfiorare e talvolta a compiere gesti estremi perché si sono sentite abbandonate, senza il dovuto supporto da parte delle istituzioni. Pertanto, nelle more della possibile istituzione del reato, credo sia importante che la Regione Lazio intervenga concretamente a sostegno delle vittime». La dura presa di posizione arriva dalla consigliera regionale Pd Sara Battisti.

MISURE DI SOSTEGNO PER LE VITTIME E PROGRAMMI DI SENSIBILIZZAZIONE

«Oggi», ha annunciato la consigliera, «ho depositato una proposta di legge attraverso la quale potremo offrire alle vittime degli strumenti concreti di prevenzione e contrasto. La proposta prevede delle misure di sostegno legale e psicologico, nonché dei programmi per la sensibilizzazione all'affettività che partano fin dalle scuole, che spesso purtroppo sono il luogo dove si perpetra il fenomeno».

FONDO PRE IL REINSERIMENTO DELLE VITTIME

«Si prevede altresì il reinserimento sociale e lavorativo della vittima, la quale si trova a perdere il lavoro proprio a seguito della diffusione di tali contenuti che lasciano uno strascico di imbarazzo e vergogna tali da non permettere più alla stessa di affrontare la quotidianità», ha spiegato ancora Battisti. «La Regione Lazio si è sempre mostrata all'avanguardia nei programmi di contrasto alla violenza con questa legge ci riveleremo ancora più vicini a tutte le vittime».

IL M5S PROMETTE UNA LEGGE NAZIONALE

I deputati e i senatori del Movimento 5 Stelle della Commissione Cultura di Camera e Senato, ricordando la vicenda di una 13enne di Lodi, hanno spiegato che anche a livello nazionale si sta provvedendo a una legge in materia. «Dobbiamo lavorare di più e meglio nell'attività di prevenzione, a scuola e non solo», si legge in una nota dei parlamentari grillini, «In Senato, in commissione Giustizia, la scorsa settimana è iniziato l'esame della nostra proposta di legge per introdurre un'ipotesi specifica di reato, non solo per chi pubblica, ma anche per chi diffonde questo materiale, prevedendo pene più gravi nel caso in cui ci sia un rapporto di parentela o in caso di morte della vittima. Occorre tuttavia anche sensibilizzare e informare i giovani sul rischio di tali comportamenti e della Rete».

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