19 Marzo Mar 2019 1544 19 marzo 2019

Il controverso ddl in Spagna su aborto, migranti e adozione

Il Partido Popular ha proposto una legge per «ritardare l'espulsione delle donne incinte irregolari se danno i figli in affido anziché interrompere la gravidanza».

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In vista delle elezioni del 28 aprile, il Partido Popular, principale forza di centro destra ora all’opposizione, avanza una proposta che fa discutere: posticipare l’espulsione delle donne migranti prive di documenti se queste decidono di dare i figli in adozione. Lo riporta Il Fatto Quotidiano.

«L'ADOZIONE NON È MOTIVO DI PROTEZIONE»

La misura punta a mantenere nel Paese iberico le donne incinte irregolari, ma non per sempre. Fonti interne al partito assicurano che «l’adozione non sarà motivo di protezione»: le neomamme – che durante la gestazione godranno degli stessi diritti delle donne in posizione regolare – potranno essere rimpatriate, se intercettate dalle autorità, dopo aver partorito e consegnato il neonato. «Sarebbe un’atrocità», sostengono fonti del partito, «utilizzare i dati che verranno raccolti in caso di adozione come giustificazione per facilitare l’espulsione della donna. Vogliamo evitare queste situazioni per ragioni umanitarie e per proteggere maggiormente la madre e il minore».

LA STRATEGIA DEL PRESIDENTE DEL PP CASADO

Il presidente del Pp Pablo Casado, nella campagna elettorale degli ultimi giorni ha collegato più volte tematiche tra loro distanti, come per esempio l’interruzione volontaria di gravidanza e la sostenibilità delle pensioni, scatenando critiche anche all’interno del proprio gruppo, che considera il dibattito sulla questione «ormai superato». Nonostante questo, durante un discorso pubblico a Cartagena (Murcia), Casado ha promesso di investire «tutte le risorse» di cui disporrà una volta al governo «a favore della vita», per combattere «l’inverno demografico che si vive in Spagna» e perché «le donne che vogliono diventare madri possano contare su tutti gli aiuti necessari».

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