15 Marzo Mar 2019 1418 15 marzo 2019

Greta Thunberg e le altri giovani leader del Pianeta

Lo sciopero del 15 marzo contro la crisi climatica ha coinvolto gli studenti di 98 Paesi. Tra cui molte ragazze incoraggiate dall'attivismo della piccola svedese: le loro storie.

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Il 15 marzo i giovani e gli studenti di 98 Paesi scendono in piazza, in occasione dello sciopero generale contro i cambiamenti climatici, il Global Strike For Future. La manifestazione, che si prospetta come la più grande di matrice studentesca, è il culmine di mesi di iniziative promosse, il venerdì di ogni settimana, in molte città con il nome di Fridays for Future. E dietro la nascita di queste proteste non poteva che esserci lei, Greta Thunberg, la giovane svedese, ormai volto mondiale delle lotte in difesa del Pianeta, che dall’agosto 2018 porta avanti una campagna di sensibilizzazione rivolta ai politici e ai capi del governo. Lo ha fatto astenendosi dall’andare a scuolae appostandosi davanti al Parlamento per chiedere di essere ascoltata. E così è stato, al punto che tre parlamentari norvegesi, l’hanno proposta come candidata per il Premio Nobel per la Pace come segno di riconoscimento per il suo impegno. Un impegno che non è passato inosservato neanche tra i suoi coetanei. E tra gli altri leader di questo movimento giovanile ci sono soprattutto ragazze, provenienti da diverse parti del mondo. Vediamo chi sono.

ANNA TAYLOR, 17 ANNI, LONDRA

Insieme ad altri quattro studenti, Anna Taylor, londinese, ha fondato il UK Students Climate Network, un’organizzazione ambientale di cui fanno parte ragazz* minori di 18 anni che scendono in piazza per manifestare sulla mancata azione del governo riguardo la crisi del Pianeta. L’idea è nata dall’attivismodi Greta, e, tra le richieste avanzate alle autorità ci sono il miglioramento del sistema educativo, così che possa meglio istruire su questioni attuali come quelle dell’ambiente e l’urgenza di dichiarare lo stato di emergenza climatica.

NADIA NAZAR, 16 ANNI, BALTIMORA

Figlia di genitori immigrati dall’India, Nadia Nazar, 16enne americana, è la co-fondatrice di Zero Hour. Si tratta di una organizzazione climatica che si concentra sull’impatto dei sistemi di oppressione, tra cui il razzismo, il patriarcatoo il colonialismo, nella crisi ambientale. In Bangladesh, per esempio, come lei stessa ha raccontato alla testata i-D, «ogni volta che ci sono delle inondazionile scuole vengono trasformate in rifugi, quindi molti bambini perdono la possibilità di istruirsi», che è fondamentale per il futuro di ogni giovane.

HARRIET O’SHEA CARRE E MILOU ALBRECHT, 14 ANNI, AUSTRALIA

Le due giovanissime attiviste vivono nelle zone rurali della Victoria, uno Stato situato nella parte sud-est dell’Australia. Nel novembre 2018, Harriet O’shea Carre e Milou Albrecht, hanno scritto una lettera al governo, in cui chiedevano maggiore impegno per affrontare i cambiamenti climatici. A seguito della loro azione, più di 15mila studenti scesero in strada. Nel corso delle loro vite, hanno assistito a periodi di siccitàche hanno provocato incendi boschivi, uno dei quali le costrinse ad evacuare, attivando così in loro il campanello d’allarme della crisi. «Faremo qualsiasi cosa per garantire a tutti noi di avere un pianeta sicurosu cui vivere», hanno dichiarato alla testata The Guardian.

ANUNA DE WEVER E KYRA GANTOIS, 17 E 19 ANNI, BELGIO

Accanto a Greta, nelle lotte contro i cambiamenti climatici, ci sono anche due studentesse di Anversa. Sono Anuna De Wever, 17 anni e Kyra Gantois, 19. Sulle orme della piccola svedese, hanno dato il via alle manifestazioni in Belgio nel dicembre 2018, quando pubblicarono un video su Facebook che invitava i loro coetanei a scendere in piazza per sollecitare l’azione politica in merito all’emergenza ambiente. E dal 10 gennaio de 2019, ogni giovedì, a Bruxelles, c’è stato un crescendo di giovani nelle strade. I numeri dei partecipanti hanno raggiunto cifre inaspettate.

ALEXANDRIA VILLASENOR, 13 ANNI, CALIFORNIA

Alexandria Villasenor ha iniziato a preoccuparsi dei problemi de clima dopo che la sua salute venne compromessa durante l’incendio che colpì Paradise, in California. Dopo un attacco di asma a causa dell’aria inquinata e dopo aver sentito parlare Greta Thunberg alla COP 24 (conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici), ha iniziato uno sciopero nel quartier generale delle Nazioni Unite a New York. E ha ottenuto anche il supporto di alcuni scienziati come Katharine Hayhoe e Peter Kalmus, che hanno parlato di lei sui social network.

LUISA NEUBAUER, 22 ANNI, GERMANIA

È una studentessa della facoltà di geografia all’Università di Goettingen, in Germania e, come le altre, si è unita al movimento per salvare il Pianeta. Dopo aver finito la scuola, Luisa Neubauer, ha iniziato a scrivere per il magazine di Greenpeace e, nell’ottobre 2018, ha scritto una lettera, firmata da oltre 100 attivisti e associazioni, per impedire che la foresta di Hambach venisse rasa al suolo in favore di una miniera di lignite. Un’iniziativa che riuscì a fermarei lavori grazie all’occupazione dei molti che si unirono a lei.

LE ALTRE GIOVANI LEADER IMPEGNATE NELLA CAUSA

Le studentesse impegnate nella missione disensibilizzazione sulla crisi climatica sono molte. Oltre a quelle già citate, il magazine i-D aveva intervistato altre paladine dell’ambiente, seguaci di Greta. Holly Gillibrand, scozzese di 13 anni ha raccontato che «uno dei primi atti di attivismo è stato chiedere ai negozi locali di smettere di usare lecannuccedi plastica. Non sono un problema chiave ma è qualcosa da cui si può iniziare». Mentre Lily Platt, la piccola olandese di soli dieci anni ha iniziato le sue battaglie partendo dall’eccesso di plastica che inquina il territorio. Lei stessa notò il problema nel 2015, passeggiando con il nonno e vedendo per strada 91 scarti del materiale. E, nonostante la sua età ha già le idee chiare. «Che senso ha imparare quando le generazioni più anziane stanno gettando via il futuro dei bambini?», ha detto, rispondendo alla domanda su cosa significassero per lei i venerdì di sciopero.

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