Sessismo

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14 Marzo Mar 2019 1731 14 marzo 2019

Scoperto il database che cataloga le donne della Cina

L'esperto olandese Victor Gevers ha denunciato l'esistenza di un archivio aperto che viola la privacy di oltre 1,8 milioni di cittadine divulgando numeri di telefono, indirizzi e stato civile.

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Cina Database Donne1

L’ultima «sorpresa» arrivata dalla Cina sarebbe un database non protetto che contiene le informazioni personali di oltre 1,8 milioni di donne. È stato scoperto da Victor Gevers, un olandese esperto di internet e ricercatore del gruppo senza scopo di lucro G.D.I. Foundation, che si è imbattuto in questa moltitudine di dati durante una ricerca in rete. Dati, suddivisi in vari campi ed etichettati in inglese, che includevano indirizzi, numeri di telefono, età, istruzione e stato civile delle persone coinvolte oltre a una colonna intitolata «Breedready». Il significato del termine è ancora incerto, e mentre alcuni hanno ipotizzato che potrebbe essere una traduzione arrangiata in inglese per descrivere la popolazione femminile di età fertile, altri hanno sostenuto che fosse un modo per catalogare le madri, separandole da chi ancora non aveva figli.

I RUSULTATI EMERSI DAL DATABASE

Il ricercatore, dopo aver scovato il database, ha condiviso su Twitter una serie di schermate che riportavano i dati delle sue scoperte. «Non sappiamo ancora chi sia il proprietario o per quale motivo sia stato progettato», ha scritto l’uomo sul suo profilo social, promettendo di fare chiarezza sulla questione dopo ulteriori ricerche. Analizzando le informazioni raccolte, l'età media delle donne schedate sarebbe stimata sui 32 anni. Quella più giovane invece ne avrebbe solo 15, mentre la più anziana 95. Inoltre, quasi il 90% del totale figurerebbe single e circa l’82% sarebbe residente a Pechino.

È ANCORA INCERTA L’ORIGINE DELL’ARCHIVIO

Non è chiaro se il database, che è già stato rimosso, sia collegato ad un sito di appuntamenti, a un registro governativo, a una qualsiasi altra azienda o organizzazione. Gevers, come ha dichiarato alla testata The Guardian, sta ancora prelevando campioni e lavorando alla verifica dei dati. L’archivio include anche collegamenti a quelli che sembravano essere profili Facebook, nonostante il social network in Cina sia bloccato e può essere visitato solo tramite reti private.

LA VIOLAZIONE DELLA PRIVACY DI 1,8 MILIONI DI DONNE

Il database mostra una vera e propria violazione della privacy che potrebbe essere legaot alle preoccupazioni dello Stato sul calo del tasso di natalità. I difensori dei diritti delle donne e gli oppositori alle rigide regole legislative riguardo la pianificazione familiare, si sono dichiarati spaventati per quanto il governo sia disposto a fare per incoraggiare un incremento delle nascite. E alcuni utenti del forum di discussione Douban hanno addirittura paragonato il server allo show televisivo The Handmaid’s Tale basato su un futuro in cui la popolazione femminile viene costretta a riprodursi.

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