13 Marzo Mar 2019 1354 13 marzo 2019

Dopo la 'tempesta emotiva', un'altra pena dimezzata a un femminicida

Accade a Genova: sconterà 16 anni anziché 30. Le motivazioni scandalose: «Ha agito come reazione al comportamento della donna, del tutto contraddittorio che lo ha illuso e disilluso».

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Sentenza Femminicidio Genova Tempesta Emotiva

Minimizzare la gravità dei femminicidi e ridurre la pena agli assassini con assurde motivazioni psicologiche sembra stare diventando una moda: dopo la bufera scoppiata in seguito a quella della «tempesta emotiva», un'altra sentenza è destinata a far discutere e indignare. Perché, ancora una volta, una parte di colpa viene data a chi non ne ha mai: la vittima. Dopo il caso di Bologna, è la volta di Genova: il pm aveva chiesto una pena di 30 anni per un uomo che aveva ucciso la compagna, Jenny Angela Coello Reyes, dopo che la colpì con diverse coltellate al petto dopo aver scoperto che non aveva mantenuto la promessa di lasciare l'amante. Il giudice, per questo, ha concesso le attenuanti generiche e lo ha condannato a 16 anni. Nella motivazione della sentenza, scrive Il Secolo XIX, si legge che l'uomo ha colpito perché mosso «da un misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento».

«UNO STATO D'ANIMO NON DEL TUTTO INCOMPRENSIBILE»

Nella motivazione da una parte ci sono i rimandi a «una pena severa perché nulla può giustificare l'uccisione di un essere umano», ma in altri passaggi si evidenzia che l'uomo ha colpito perché mosso «da un misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento, ha agito sotto la spinta di uno stato d'animo molto intenso, non pretestuoso, umanamente del tutto incomprensibile». E ancora: «Non ha agito sotto la spinta di un moto di gelosia fine a se stesso, per l'incapacità di accettare che la moglie potesse preferirgli un altro uomo, ma come reazione al comportamento della donna, del tutto contraddittorio che lo ha illuso e disilluso allo stesso tempo». Le attenuanti, combinate con lo sconto di un terzo della pena previsto la rito abbreviato con cui è stato celebrato il processo, hanno portato alla pena di 16 anni, rispetto ai 30 chiesti dal pubblico ministero Gabriella Marino.

IL LEGALE DELLA VITTIMA: «SIAMO TORNATI AL DELITTO D'ONORE»

L'avvocato Giuseppe Maria Gallo, che assiste i familiari di Jenny Angela Coello Reyes, ha commentato che «con questa motivazione è stato riesumato il delitto d'onore». «Ormai», ha dichiarato, «assistiamo a un orientamento più culturale che giuridico, gli omicidi a sfondo passionale sono inseriti in un circuito di tempesta emotiva» Il legale ha fatto istanza alla procura per impugnare la sentenza ma il pm ha respinto «senza fornire motivazione».

MATTEO SALVINI CRITICA LA SENTENZA

L'omicida è Javier Napoleon Pareja Gamboa, ecuadoriano di 52 anni. La vittima, una connazionale dell'assassino, si chiamava Jenny Angela Coello Reyes, 46 anni. Lui la uccise a coltellate nell'aprile del 2018 nel loro appartamento di via Fillak, a Rivarolo (Genova). Il ministro Matteo Salvini ha duramente commentato la sentenza: «Non ho parole, non c'è delusione e gelosia che possa giustificare un omicidio. Chi ammazza in questo modo deve marcire in galera».

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