11 Marzo Mar 2019 1100 11 marzo 2019

Stop ai modelli estetici anoressici nella pubblicità

Lo Iap ha modificato il Codice della comunicazione commerciale: «Ci sarà il divieto di utilizzare immagini di persone che soffrono di disturbi alimentari».

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Pubblicità Anoressia

Stop ai modelli estetici "anoressici" nella pubblicità: è entrata in vogore il 9 marzo una modifica del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale che introduce, all'articolo 12 bis, «il divieto di utilizzare in pubblicità immagini del corpo ispirate a modelli estetici chiaramente associabili a disturbi del comportamento alimentare nocivi per la salute». Lo ha annunciato lo Iap, l'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria. La modifica include «in modo esplicito» il palese richiamo a «condizioni patologiche del comportamento alimentare, come l'anoressia e la bulimia».

RISCHIO DI CONDIZIONAMENTO PER IL PUBBLICO PIÙ GIOVANE

L'art. 12 bis del Codice Iap - ha ricordato l'Istituto nella nota - disciplina «la comunicazione commerciale di prodotti o servizi suscettibili di presentare pericoli, in particolare per la salute, la sicurezza e l'ambiente e, in generale, vieta il ricorso in pubblicità a rappresentazioni che possano indurre il pubblico a sottovalutare le regole di prudenza o a ridurre il senso di vigilanza e responsabilità verso i pericoli». La modifica, spiega ancora lo Iap, «nasce dalla consapevolezza degli operatori della comunicazione che i modelli estetici proposti dalla pubblicità possono in qualche misura condizionare soprattutto il pubblico dei più giovani nel perseguire determinati stili di vita e canoni estetici. Certamente i disturbi del comportamento alimentare sono legati a particolari condizioni di disagio psichico le cui cause sono molteplici. Tuttavia inseguire dei modelli estetici veicolati dai mass media che esaltano le 'icone della magrezza' può contribuire negativamente ad alimentare tali disagi e suggerire comportamenti errati nei soggetti già predisposti».

PROTOCOLLO FIRMATO COL GARANTE PER L'INFANZIA NEL 2014

Da qui «l'assunzione di responsabilità da parte dell'Istituto, degli enti e degli operatori che ne fanno parte, nel dare il proprio contributo a vigilare su questo nuovo fronte, attivando i propri meccanismi di sanzione laddove si riscontrino messaggi in contrasto con la nuova norma». Per il segretario generale dello Iap, Vincenzo Guggino, si tratta di «un ulteriore passo avanti nella tutela del pubblico dei più giovani, obiettivo sempre perseguito dal codice Iap con norme specifiche, come l'articolo 11, che vieta tra l'altro di indurre ad adottare l'abitudine a comportamenti alimentari non equilibrati, o trascurare l'esigenza di seguire uno stile di vita sano. Impegno che ha portato, peraltro, l'Istituto dell'Autodisciplina pubblicitaria a firmare già nel 2014, un protocollo con il Garante per l'infanzia e l'adolescenza.

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