11 Marzo Mar 2019 1914 11 marzo 2019

In Italia ci sono 433 mila madri che non lavorano

Una condizione, quella delle madri costrette a non far parte del mercato occupazionale, particolarmente marcata a Palermo. Il presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro: «Welfare essenziale».

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Madri Che Non Lavorano Pensione Welfare

Nel nostro Paese sono 433 mila le donne con figli in condizioni di inattività lavorativa, e occupate part-time (153 mila) che, nel 2017, «avrebbero potuto cambiare la propria posizione, se fossero stati adeguati i servizi per l'infanzia e per la gestione di persone non autosufficienti». Una condizione, quella delle madri costrette a non far parte del mercato occupazionale, particolarmente marcata a Palermo (quasi metà dell'intera platea di donne con figli in età lavorativa, il 44,8%), mentre tale quota scende a poco più del 12,5% a Milano. Lo si legge nell'indagine dell'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro che, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, l'8 marzo, ha analizzato i dati dell'occupazione femminile, soffermandosi sulle cause che inducono la componente femminile a scegliere il part-time, o all'inattività e sulle retribuzioni di ingresso al momento dell'assunzione del lavoratore, mettendo a fuoco anche le pesanti conseguenze sul piano pensionistico derivanti da carriere discontinue, o da tempi di lavoro ridotti.

«RAFFORZARE IL WELFARE? ESSENZIALE»

Permane, sempre esaminando i dati del 2017, il gap retributivo di genere, giacché «nonostante l'assunzione di 2,8 milioni di donne nel 2017 (rispetto a 3,2 milioni di uomini), il 35,7% ha ricevuto uno stipendio mensile inferiore a 780 euro». E, meno si è impiegati, maggiori son le conseguenze in campo previdenziale: dai dati Inps sui beneficiari di pensioni in Italia, scrivono i professionisti, «è chiaro che, nonostante le donne beneficiarie di prestazioni pensionistiche siano 8,4 milioni (862 mila in più degli uomini), solo il 36,5% beneficia della pensione di vecchiaia - frutto della propria storia contributiva - contro il 64,2% degli uomini». Rafforzare il welfare si rivela, dunque, «quanto mai essenziale», secondo il presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca.

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