Femminismo

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11 Marzo Mar 2019 1520 11 marzo 2019

Dentro Feminism 2, la fiera dell'editoria delle donne

In programma dall'8 al 10 marzo a Roma, l'evento ha richiamato ottomila persone. Presente anche Vandana Shiva che ha lanciato un appello a Virginia Raggi. 

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Feminism 2 Roma

Due anni di vita, una fiera, Feminism 2, che dall’8 al 10 marzo è stata dedicata all’editoria indipendente delle donne e non al femminile (la differenza c’è ed è da sottolineare). Una città, Roma, ottomila presenze certificate dopo la chiusura, 75 editori partecipanti, un tema, ‘Passa le parole’, che vuole sottolineare quanto i libri trasmettano saperi per creare confronti di genere e di culture. Un luogo scelto che non è uno qualunque; la Casa Internazionale delle Donne, crocevia di iniziative e pratiche ma anche oggetto di una lite dolorosa con il Comune di Roma che ne minaccia ancora oggi la chiusura. Con la Fiera i corridoi della Casa si sono riempiti di libri e di sguardi curiosi per un intero weekend. Di chiacchiere e di dibattiti. Di volontari sorridenti con il cartellino che sanno sempre indicarti la direzione giusta. Così, mentre nella città sfilava il corteo, la cultura intanto insegnava a capire la realtà e come essa si possa trasformare, se occorre, in forma di resistenza sociale e politica.

A Feminism 2 era presente soprattutto l’underground editoriale. Quello promosso da ADEI (Associazione degli Editori Indipendenti) e da SIL (Società Italiana delle Letterate) che ne sono sostenitori insieme agli ideatori Giovanna Olivieri e Maria Palazzesi dell’Associazione Archivia, Anna Maria Crispino della rivista Leggendaria, Marina Del Vecchio della Casa Internazionale delle Donne e Stefania Vulterini della collana Sessismo e razzismo di Ediesse e Iacobelli editore. «Nel 2018 avevamo lanciato questa idea perché ci sembrava che l’editoria, a firma di donne e fatta da donne, fosse in un momento particolarmente brillante. Abbiamo avuto una risposta di circa ottomila presenze; oltre ogni aspettativa rosea. Quest’anno abbiamo avuto 100 eventi tra presentazioni, tavole rotonde, focus, dibattiti tematici e diverse presenze straniere», racconta Crispino.

EDITORIA DELLE DONNE, NON AL FEMMINILE

Attenzione però a non chiamarla editoria al femminile. «Nasconde il pensiero che esista un modello di editoria e basta dando invece l’idea di variante, di operazione secondaria. Per questo preferiamo ‘letteratura a firma di donne o delle donne’. Ricordiamo che c’è stata una grande fioritura editoriale intorno agli Anni ’70, all’epoca del femminismo storico. Molte di quelle case editrici e collane si sono esaurite nel tempo, ma oggi, per varie ragioni, assistiamo a una rinascita», prosegue Crispino. Per l’editoria indipendente è fondamentale il legame con la saggistica e la connessione con il pubblico femminile. «Le donne sono quelle che leggono di più in assoluto. Quasi il 16% in più dei maschi. Leggono a tutte le età: dai 6 ai 90 anni. Le grandi case editrici lo sanno bene e quindi sia la narrativa che la saggistica si sono arricchite di firme femminili. In particolare è il lavoro sulla saggistica che ci consente di far passare le parole, ossia di mettere in circolazione le idee e il pensiero accademico elaborato altrove. Questo lo fa l’editoria cosiddetta indipendente che troviamo qui. Punta sulla qualità, sulla ricerca, sui segmenti di mercato che la grande editoria, in Italia è a struttura monopolistica, non è riuscita a occupare».

L'APPOGGIO DI VANDANA SHIVA

Sono forti le donne della Casa, come sono spesse le mura del complesso del Buon Pastore a Trastevere, sede di Feminism 2. Pareti di un ex convento del ‘600 che impediscono alla rete telefonica di prendere bene e al visitatore di connettersi con il resto del mondo. Siamo insomma in una sorta di spazio parallelo e la disconnessione serve a marcarne ancora di più la distanza. Tra i passaggi clou che ricostruiscono l’atmosfera del weekend, domenica il giardino interno della magnolia, c’è una pianta enorme sul serio, diventava un drum circle che suonava le percussioni con bambini e adulti e secondo lo stesso ritmo ipnotico. Due giorni prima Vandana Shiva, attivista ambientalista indiana e madrina della Fiera insieme a Michela Murgia – assente per un malanno stagionale - e Max Dashu, storica statunitense, dallo stesso posto dichiarava il proprio sostegno alla Casa abbracciando la pianta e inviando simbolicamente lo scatto, così ha detto, alla sindaca Raggi. Dentro, invece per tutti e tre i giorni ci sono stati i banchi con le esposizioni delle case editrici partecipanti. Abbiamo notato la Nottetempo, editore che ha pubblicato Disobbedienza di Naomi Alderman da cui è stato tratto il recente film con Rachel Weisz, e stessa casa editrice di Ragazze elettriche, romanzo distopico da cui sarà presto tratta una serie televisiva prodotta da Amazon. Abbiamo saputo della prima volta di Marcello Baraghini, uno dei primi editori in Italia a pubblicare libri sulle disparità di genere. Poi focus, presentazioni e incontri. Pubblico di donne, coppie e famiglie, anche tanti bambini. Attivisti e semplici curiosi.

I MOTIVI DELLA RABBIA DELLE DONNE

Infine, la chiusura con la presentazione del numero speciale di Leggendaria intitolato Ma che rabbia, che ha fatto registrare il tutto esaurito. «Ma che rabbia perché mi pare sia chiarissimo e molto evidente il clima che si respira in questo Paese. Alla vigilia dell’8 marzo ci sono stati due femminicidi, è stata annunciata una sentenza a Bologna che ha dimezzato la pena di un omicidio di una donna e abbiamo visto i volantini dei giovani leghisti di Crotone che accusano le femministe di aver fomentato la guerra contro i maschi. Stiamo assistendo a un rancore sociale con un bersaglio molto esplicito: le donne in generale e le femministe in particolare. Il numero mette sotto i riflettori questo fenomeno dal punto di vista culturale e sociale e legislativo. Sottolinea inoltre come non ci sia un atteggiamento di passività ma di reazione forte. Assistiamo a quella che io chiamo la creatività politica delle donne. La capacità di rispondere a volte con ironia a volte con manifestazioni forti a questo clima», ha concluso Crispino.

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