8 Marzo Mar 2019 1435 08 marzo 2019

Rape Day, stop al videogioco che incita alla violenza di genere

Gli utenti, nella realtà digitale, potevano molestare, stuprare e uccidere le donne. Una visual novel che ha sollevato diverse polemiche prima di essere rimossa. 

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Rape Day Stupro

I videogiochi, si sa, sono capaci di attrarre grandi e piccini: in virtù del loro grande pubblico, non dovrebbero veicolare messaggi pericolosi. Eppure i contenuti di alcuni di essi hanno più volte scatenato polemiche dovute alla scarsa morale che manifestavano. L’ultimo caso è quello di Rape Day (letteralmente Giorno dello Stupro), gioco che è stato oggetto di accese discussioni tra chi l’ha definito disgustoso e chi inammissibile, proprio per le molestie e gli abusi liberamente concessi nella realtà virtuale.

VINCE CHI È PIÙ VIOLENTO

Velve, società che controlla la piattaforma Steam che segue la vendita digitale dei videogiochi, non è nuova a questo tipo di accuse. Uno scandalo simile era stato scatenato da un simulatore di stragi scolastiche, da effettuare per poter superare i livelli. Rape Day, parlando in termini tecnici, è invece una visual novel, ovvero un romanzo interattivo, strutturato in più di 500 immagini e circa 7mila parole, che includono violenza sessuale, sesso non consensuale, necrofilia, incesto. Una storia oscena che non solo favoreggia gli stupri e le molestie, ma addirittura permette all’utente di uccidere le donne.

LE POLEMICHE E LA RIMOZIONE

L’uscita del videogioco era stata fissata per aprile 2019: nonostante sia rimasto presente sul catalogo per diverse settimane, alla fine è stato invece rimosso dalla piattaforma. Sulla scia delle polemiche che si incentravano soprattutto sul mancato controllo di ciò che viene pubblicato e messo in vendita dal canale di acquisto, Valve, ha infatti impedito la fruizione di Rape Day su Steam. Lasciando gli appassionati di videogames con un dubbio: se sia solo colpa degli sviluppatori, in questo caso Desk Plant, o se non c’entri anche la negligenza e la scarsa attenzione alla qualità dei contenuti da parte dell’azienda che se ne dovrebbe occupare.

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