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Diritti

5 Marzo Mar 2019 1924 05 marzo 2019

Quando la parità di genere s'impara a scuola

La scuola Santa Caterina di Cagliari già dal 2018 declina sia al maschile che al femminile tutti i documenti. L'obiettivo è sensibilizzare alunni, genitori e insegnanti sul tema. 

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Parità Di Genere Scuola Cagliari

«Alle docenti e ai docenti, alle alunne e agli alunni...», parte dall'intestazione di tutti i documenti interni la rivoluzione burocratica che inneggia alla parità dei generi. L'iniziativa di un istituto comprensivo sardo ha travolto qualsiasi atto: dalla convocazione degli organi collegiali a ogni singola circolare. Siamo nel centro di Cagliari, la vecchia struttura Santa Caterina troneggia sul Bastione Saint Remy e sul mare del golfo che appare alto dalle finestre del primo piano. «Che io sappia nessuna scuola ha fatto altrettanto in Italia», dice con evidente orgoglio l'ideatrice, l'insegnante Maria Carmen Sulis. La sua è una vera battaglia in classe e negli uffici, col sorriso e determinazione. «Perché lo faccio? Semplice: perché sono una femminista convinta. Ed è inutile: noi siamo quello che diciamo». Nell'ufficio del dirigente Massimo Spiga, subito dietro la segreteria, spiega con dovizia di dettagli come si è arrivati ai documenti declinati al femminile e al maschile, tutti. «Li usiamo da un anno circa». Parla veloce durante la sua pausa dalle lezioni. «All'inizio in tanti si sono dovuti adeguare, ora è diventato automatico. È stata una nostra decisione perché il ministero ne dà facoltà e utilizziamo il doppio genere anche nel Piano formativo, il documento annuale». E sorride: «Il dirigente Spiga, per esempio, non sbaglia mai». Lui conferma tra una telefonata e l'altra: «Come potrei, sono circondato». Obiettivo raggiunto, quindi, per la docente di italiano e storia. «Speriamo ci seguano altre scuole, ma questo è solo uno dei percorsi». La vera trincea è in classe: qui si ottengono – spiega – dei risultati straordinari. «La prevenzione della discriminazione inizia da piccoli, anche e soprattutto con le parole. Gli alunni qui imparano e portano fuori, anche a casa loro». Mai avuto problemi con le famiglie? «Mai, anzi. Ringraziamenti per aver portato a ragionare sugli stereotipi di cui siamo intrisi. Tutti, anche chi pensa di esserne immune».

UNA GUIDA TURISTICA AL FEMMINILE

Ma l'istituto Santa Caterina, da cui dipendono altre scuole dell'infanzia, primarie e di primo grado, non è nuova a progetti di questo tipo. Alcuni dei quali sono stati premiati a Roma al concorso Sulle vie della parità. Il lavoro delle alunne e degli alunni è partito dalla toponomastica che – è noto – prevede più vie dedicate a personaggi maschili che femminili. In Italia meno del 5% delle strade sono dedicate a donne (gran parte religiose o sante), stessa media in Sardegna, Cagliari inclusa. Ebbene, due classi guidate da Sulis sono riuscite a realizzare una guida turistica totalmente al femminile sia cartacea, sia multimediale. Così la V A della Primaria e la IE della Scuola Secondaria di primo grado sono state premiate (con lode) a maggio del 2018. Il riconoscimento più grande è arrivato, però, nel 2019: la loro proposta al Comune di Cagliari è stata accettata e realizzata. E così, a due passi dalle aule, è stata finalmente inaugurata Piazzetta Maria Lai, dedicata alla visionaria artista ogliastrina nata nel 1919. Uno spazio vuoto tra le fila dei palazzi creato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. E ovviamente i ragazzi sono già al lavoro per un nuovo progetto: la mappatura dei quartieri storici della città, con il coinvolgimento pure delle scuole dell'infanzia.

I LIBRI DI TESTO? SONO DA RISCRIVERE

Non solo strade: tra le ricerche anche quella, attualissima, sui libri di testo. Le quarte della primaria cagliaritana hanno confrontato proprio un libro di fine Anni '60 con quello usato ora, da loro. Differenze? Pochissime, quasi nessuna. Le donne spuntano - tra gli esercizi di grammatica e i testi da riassumere - sempre dedite ai lavori di casa, quasi mai protagoniste o impegnate nel lavoro professionale. Esiste un codice di autoregolamentazione sul linguaggio sessista, stilato dal ministero dell'Istruzione, ma non viene rispettato. Così alunne e alunni hanno contattato l'autrice, Mara Bartoli – sempre con il supporto della docente - e l'hanno invitata a un convegno per esporle il loro report. Si è schernita? «No, non si era accorta nemmeno lei di essere vittima degli stereotipi. È talmente interorizzato che è difficile prenderne coscienza. Ma così si trasmettono ancora gli stessi schemi». E i decenni di cambiamenti femminili sembrano contare poco. Come dimostra il caso recente, sotto gli occhi di tutti, ma diventato d'un tratto mediatico, anche grazie ai social. Negli esercizi la mamma cucina e stira, il papà lavora e legge. La rigida separazione dei ruoli sessista è servita (e insegnata): anno 2019.

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