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5 Marzo Mar 2019 1820 05 marzo 2019

La Cassazione ha condannato le frasi sessiste di un ufficiale

Nessuno sconto di pena per l'uomo che ha offeso la collega soldatessa esortandola a un rapporto sessuale orale a un altro militare. Tre mesi di reclusione e 3 mila euro da pagare.

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Militare Sessismo Accuse

La Corte di Cassazione ha pienamente appoggiato la denuncia sessista partita da una soldatessa nei confronti di un ufficiale. I supremi giudici si sono schierati a sostegno della battaglia #MeToo delle donne in divisa, troppo spesso vittime di allusioni sessuali e insulti da parte di compagni e superiori. Questi episodi non meritano sconti di pena, sono umilianti per chi ne subisce gli effetti e compromettono le regole di comportamento fondamentali per la buona funzionalità delle Forze Armate. La magistratura ha confermato la condanna a tre mesi di reclusione per l’uomo che, a mensa, aveva incitato la collega a praticare un rapporto orale a uno dei militari presenti. Una provocazione non accolta dalla donna che si era subito allontanata dal tavolo.

LE FRASI SESSISTE IN CASERMA SONO PENALMENTE RILEVANTI

Frasi di questo genere, come ha ribadito la Cassazione, non devono passare inosservate. Sono offese alla dignità della persona perseguibili penalmente, soprattutto nel rispetto del comune senso civico. L’accusa è stata rivolta ad Armando Tateo, l’ufficiale 42enne con un precedente penale e molteplici provvedimenti disciplinari alle spalle, ma non ha trovato l’appoggio degli altri militari testimoni della scena, che hanno preferito l’omertà. Un’ulteriore colpo all’integrità della soldatessa che i colleghi avevano descritto come innervosita, negando di aver sentito le parole offensive. Solo uno dei commensali è stato smascherato dalle sue stesse dichiarazioni precedenti che confermavano la versione della donna.

RESPINTO OGNI TENTATIVO DI RICORSO DELL’UFFICIALE

Il Tribunale militare di Verona, nel primo grado di giudizio del 2015, aveva respinto le possibili attenuanti verso l’ufficiale e così ha fatto anche la Corte d’Appello militare di Roma nel 2018, alla luce del disprezzo e dell’indifferenza mostrati a riguardo. La Cassazione ha vanificato anche l’ultimo tentativo di mortificazione nei confronti della donna che, a detta del collega, avrebbe rifiutato di ascoltare il racconto erotico che stava proponendo ai commensali in un contesto di amenità. I giudici hanno considerato inammissibile il ricorso dell’imputato, che è stato anche costretto a pagare tremila euro alla Cassa delle ammende, e hanno dichiarato che le contestazioni emerse in dibattimento confermavano che i presenti erano ben consci dell’accaduto.

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