Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

28 Febbraio Feb 2019 1339 28 febbraio 2019

In Congo lo stupro viene usato come arma di guerra

Tra le vittime donne, bambine, ma anche maschi di tutte le età. Gli aguzzini sarebbero invece militari o i ribelli del gruppo Kamuina Nsapu. La denuncia di Medici Senza Frontiere.

 

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Congo Stupro Arma Di Guerra

Essere subordinate agli uomini per legge non basta. Per lo meno per le donne della Repubblica del Congo. Secondo un rapporto pubblicato a fine 2018 da Medici Senza Frontiere, nel Paese africano lo stupro sarebbbe utilizzato come arma di guerra diventando quasi una forma di femminicidio. Nella città di Kananga, capoluogo della provincia del Kasai Centrale, sono stati 2600 i casi di violenze sessuali, registrati tra maggio 2017 e settembre 2018, che hanno colpito anche uomini e bambine.

IL RACCONTO DELLE SOPRAVVISSUTE

Karel Janssens, a capo della missione di Medici Senza Frontiere nel Congo, ha spiegato che dalle denunce dei sopravvissuti si percepisce la difficoltà di riprendersi dalle brutalità subite. Dalla metà dei racconti delle persone che hanno beneficiato dell'assistenza medica, che sono in totale 835 (162 dei quali non ancora adolescenti e 22 sotto i cinque anni di età), è emerso che almeno a un componente della loro famiglia è stata tolta la vita e spesso proprio davanti ai loro occhi. Tra le storie riportate quella di una donna stuprata e trascinata fuori di casa senza vestiti dopo che tre delle sue bambine erano state uccise. Un’altra, dopo aver subito abusi insieme alla sorella e alla cognata, ha scoperto di aver contratto la sifilide. Alcuni uomini hanno invece raccontato di essere stati costretti a violentare le donne della loro comunità di appartenenza, addirittura le loro madri, non quelle biologiche ma quelle che comunque venivano considerate tali.

GLI ABUSI ARRIVANO DA UOMINI ARMATI

L'80% dei sopravvissuti ha riferito di essere stata abusata da uomini armati. Le Nazioni Unite hanno infatti segnalato che gli aguzzini sarebbero i militari delle forze di sicurezza e dell’esercito o i membri del gruppo Kamuina Nsapu, i ribelli che dal 2016 colpiscono scuole, caserme, sedi istituzionali provocando, con la rivolta, anche la morte di molti civili.

LA DIFFICOLTÀ DI ACCEDERE ALLE CURE MEDICHE

L'equipe di Medici Senza Frontiere ha iniziato a prestare la sua assistenza nel maggio 2017, ma nonostante la promozione della loro presenza sul territorio, molte vittime non sono a conoscenza delle cure che loro forniscono gratuitamente, o spesso, non sanno come raggiungere i centri medici allestiti. Un problema non da poco perché una visita immediata a seguito dello stupro sarebbe necessaria, soprattutto per garantire protezione da infezioni come l'HIV.

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