27 Febbraio Feb 2019 1743 27 febbraio 2019

Cento medici donne contro il convegno sulla fecondazione che le esclude

Ginecologhe, embriologhe e biologhe hanno scritto una lettera al ministro della Salute Giulia Grillo lamentando l'eccesiva presenza di uomini all'evento della Fondazione PMA Italia che si terrà l'8 marzo al Senato.

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Ginecologhe, embriologhe e biologhe, spesso con cattedre universitarie o dirigenti di struttura: sono oltre 100 le esperte di fertilità che hanno firmato una lettera per chiedere che, quando si parla di salute delle donne, non siano proprio loro ad essere escluse. Il documento, che parla di «vuoto imbarazzante» è indirizzato al ministro della Salute Giulia Grillo e a tutti i relatori previsti all'incontro "La scelta di essere mamma", organizzato dalla Fondazione PMA Italia e che si terrà l'8 marzo, presso la sala Isma del Senato.

UN EVENTO CON UN "IMBARAZZANTE VUOTO FEMMINILE"

«Siamo un gruppo di medici e biologi che operano nella cura della infertilità, della salute della donna e della maternità», hanno scritto. Il tema dell'incontro, si legge, «è certamente importante per sottolineare le problematiche associate al basso tasso di natalità in Italia». Ma le scienziate hanno rilevato anche che, tuttavia, «in un evento dove si parla della scelta di 'essere mamma', inserito per di più nella giornata della donna, ci sia un 'imbarazzante vuoto' femminile».

SOLO UNA DONNA TRA GLI OTTO RELATORI

Gli organizzatori hanno previsto, infatti, «solo una donna fra gli otto relatori e hanno ritenuto di invitare alla tavola rotonda tre donne e ventuno uomini. Tra i relatori, inoltre, non vi è nessuna donna medico o operatrice del settore». Questa scelta, hanno detto ancora le firmatarie, «appare quantomeno curiosa dal momento che, nell'ambito delle terapie per l'infertilità, non sono certamente meno rappresentate degli uomini». In conclusione, hanno aggiunto, «riteniamo fuori luogo nei confronti di tutte le donne, a prescindere dalla professione, il modo in cui è stato organizzato l'evento» perché «ancora una volta, sembra che gli uomini siano gli unici in grado di indicare le scelte che dovrebbero maggiormente appartenere alle donne».

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