Femminismo

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24 Febbraio Feb 2019 1206 24 febbraio 2019

Insultata su Facebook dopo le critiche a Salvini

Altra bufera social dopo il caso di Emma Marrone: una ragazza italiana di Pavia, Martina Mondini, attaccata pesantemente perché fidanzata con un giovane nigeriano. 

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Martina Mondini Facebook Salvini Emma Marrone

Nuova bufera via social per la Lega di Matteo Salvini, dopo quella che ha travolto Emma Marrone. Una ragazza 25enne di Pavia, Martina Mondini, ha postato su Facebook un commento critico verso il ministro dell'Interno, in relazione ad un intervento in televisione in cui il segretario della Lega spiegava la sua idea di integrazione, ed è stata travolta da una sequela di offese via web. Insulti, anche a sfondo sessuale, che non hanno riguardato solo il suo commento su Salvini, ma anche lo stesso profilo Facebook della ragazza, dove lei, un'educatrice che lavora nel centro di accoglienza del comune di Stradella (Pavia), appare in foto con il suo fidanzato Slim Joe, un nigeriano di 32 anni. Arrivato nel 2015 in Italia su un barcone da richiedente asilo, è laureato in Statistica: nel 2017 è stato assunto da una azienda della zona con un contratto a tempo indeterminato. Slim Joe ha conosciuto Martina proprio al centro di accoglienza di Stradella. «Non capisco il perché di tanto odio», ha commentato Martina in relazione agli insulti ricevuti via web. «Chi mi ha insultata dovrebbe conoscere il mio ragazzo, si renderebbe conto dell'assurdità del proprio pensiero. Non mi sento una vittima», ha aggiunto Martina, «ma ho deciso di rendere pubblico quanto mi è accaduto perché voglio che si sappia che il razzismo esiste, anche se molte delle persone che mi hanno attaccato hanno detto di non essere razziste. Tra chi mi dato addosso ci sono anche tante donne, compresa una in divisa. Mi ha colpito leggere tutti i commenti a sfondo sessuale e i riferimenti alla candeggina e all' acido: se fossero stati rivolti a una ragazza più fragile di me avrebbero prodotto, probabilmente, più danno».

«HO SOLO ESPRESSO LEGITTIMAMENTE IL MIO DISSENSO»

Quanto al commento postato sulle dichiarazioni di Salvini, Martina ha precisato: «Ero arrabbiata, ho scritto che Salvini prima di parlare di integrazione 'dovrebbe sciacquarsi la bocca'. Non ho insultato nessuno, ho solo manifestato legittimamente il mio dissenso». Anche la cugina della ragazza, Cristina, ha preso le sue difese sui social: «Queste persone non la conoscono; non conoscono la sua vita, il suo trascorso, la sua preparazione accademica o professionale e non conoscono il suo impegno sociale. Si sono semplicemente imbattute in una foto di profilo in cui appare a fianco del suo compagno, un ragazzo nigeriano, e lì si sono fermate. Le hanno vomitato addosso tutta la loro rabbia e l'insoddisfazione. Senza contare la gravità delle allusioni all'acido o alla candeggina in un'epoca in cui il vitriolage sta contando sempre più vittime. Fatti e parole a mio avviso gravissime che non dovremmo lasciar passare inosservate. E intanto, invece, è stato impedito a lei di lasciare ulteriori commenti ai post della pagina...»

IL CASO DI EMMA MARRONE E DEL LEGHISTA MASSIMILIANO GALLI

Il caso di Pavia è avvenuto a poche ore dall'espulsione di un consigliere comunale leghista di Amelia, Massimiliano Galli, dopo le polemiche nate dal commento sessista postato su Facebook dal politico del Carroccio nei confronti della cantante per il suo appello "Aprite i porti" durante un concerto a Eboli. «A chi mi ha offeso con parole forti e violente voglio dire che non fa niente, che io non diventerò mai come loro, il mio palco sarà sempre fonte di luce e di amore per tutti», è stato il messaggio lanciato in lacrime la sera del 24 febbraio dalla Marrone, in concerto al Palaprometeo di Ancona. Nel suo sfogo con migliaia di fan, che l'hanno applaudita e le hanno gridato «ti amo», la cantante salentina ha citato il caso del bimbo di colore di Foligno e ha pianto parlando dei genitori («nessuno vorrebbe vedere la figlia trattata così»). «Questo è un momento storico in cui stiamo annegando nell'odio», ha aggiunto. «Ho semplicemente detto una cosa che penso, da libera cittadina, una cosa di accoglienza, senza offendere il pensiero degli altri», ha sottolineato, «e ho ricevuto offese violente e gravissime, anche da chi ci governa. E molte donne, invece di difendermi, hanno rincarato la dose».

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