Sessismo

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21 Febbraio Feb 2019 0825 21 febbraio 2019

Su Twitter le storie dei medici che limitano i diritti delle donne

Salome Strangelove ha raccontato la misoginia subita dalla madre quando ha chiesto la chiusura delle tube. Molte altre utenti hanno risposto portando casi in cui la body autonomy è stata violata.

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Diritti Delle Donne Body Autonomy Twitter

Quando si tratta di uguaglianza di genere, la parola «scelta» assume un significato carico di riflessioni. E quando parliamo di diritti femminili non possiamo dimenticare quelli che riguardano la questione riproduttiva. Gli uomini tendono a dare per scontata la cosiddetta autogestione del corpo e questo perché non sono costretti a fronteggiare gli ostacoli medici e legali che rischiano di intralciarla. Una utente di Twitter, Salome Strangelove, ha riportato sul social la storia di sua madre, che ha dovuto lottare contro seri rischi di salute proprio perché le era stata tolta l’autonomia di valutazione. Ecco cosa ha raccontato.

«Parliamo di cosa può significare, nella vita di una donna, avere autonomia del proprio corpo. Voglio condividere qualcosa che mia mamma non mi ha detto finché non sono arrivata quasi a 40 anni».

«Mia madre aveva 20 anni quando mi ha avuto. All'epoca non era una ragazza così determinata. Diversamente da me, si piegava a ciò che dicevano le figure autoritarie. Anche per quanto riguarda la salute».

«Non aveva programmato di rimanere incinta di me. Non pianificò nessuna delle sue gravidanze, ma era ignara che il suo controllo delle nascite era frequentemente reso inefficace dalla medicina che le era stata prescritta per un problema cronico in quella fase della sua vita».

«I nove mesi in cui mi ha portato in grembo furono assolutamente infelici. Perse addirittura peso durante la gravidanza. Il parto è stato problematico e ha dovuto rimanere in ospedale per molto tempo dopo la mia nascita. In realtà io ero pronta ad andare a casa prima che lei lo fosse, ma mi hanno tenuto lì finché non è stata rilasciata».

«In conclusione, mia madre era convinta che non avrebbe mai più voluto passare tutto quello di nuovo. Era esausta, depressa e terrorizzata. Chiese al suo (cattolico, vecchio, maschio bianco) medico di potersi chiudere le tube».

«Il suo dottore le ha urlato che era egoista nel voler negare a mio padre futuri bambini - specialmente un figlio - e l'ha indotta a vergognarsi anche solo per averlo pensato, quando avrebbe dovuto abbracciare la sua decisione».

«Durante i successivi cinque anni mia madre rimase incinta altre tre volte. Due furono orribili aborti spontanei che le causarono tanta sofferenza e un trauma fisico ed emotivo. Il risultato della terza fu mio fratello».

«Dopo la nascita di mio fratello, ha trovato il coraggio di chiedere di nuovo la chiusura delle tube. Aveva paura per la sua vita convinta che la sua prossima gravidanza potesse effettivamente ucciderla».

«Quindi, quando gli anziani uomini bianchi che mascherano la loro patetica misoginia come preoccupazione per i bambini non nati, penso a mia madre a 20 anni, che singhiozzava da sola per la vergogna e la depressione, l'impotenza e il terrore uniti allo stress di essere di nuovo madre».

«Ma ecco la nota più orribile. Prima che mia madre fosse ritenuta abbastanza sana da sottoporsi all'intervento per la chiusura delle tube, è rimasta incinta di nuovo (perché nessuno si prese la briga di dirle che le sue medicine annullavano l'effetto della pillola)».

MOLTE ALTRE UTENTI HANNO RACCONTATO LE LORO ESPERIENZE

La storia della mamma di Salome è diventata virale e sono state tante le altre utenti di Twitter che hanno condiviso con lei le loro storie. Eccone alcune.

«Mia nonna voleva procedere con il controllo delle nascite dopo il quinto figlio visto che durante il parto era quasi morta e anche il suo bambino aveva avuto difficoltà. Il suo prete ha detto no. Così lei e la sua famiglia hanno cambiato religione e lei ha vissuto fino a 80 anni. Nessuno dovrebbe essere incinta se non lo desidera».

«Ho il morbo di Crohn. Ho avuto due gravidanze ad alto rischio. Sono finita in ospedale per entrambe, ma ho avuto bambini sani. Volevo la chiusura delle tube dopo il secondo parto, ma mi hanno chiesto il permesso di mio marito. Era il 1995. E non un ospedale cattolico o gestito da religiosi».

«Ho 35 anni e non ho ancora potuto chiudere le mie tube perché ogni dottore a cui mi rivolgo mi risponde: "Cosa succede se poi cambi idea?"».

«Mia nonna è morta all’età di 42 anni, dopo aver avuto dieci figli. Il suo medico le aveva detto di fermarsi dopo il quinto, ma il suo prete non avrebbe accettato di assolverla per aver scelto il controllo delle nascite. Suo marito le disse che era un peccato negargli il sesso. Nessuno la sostenne. Questo letteralmente uccide le donne e rovina le famiglie».

«Ho 70 anni. Un mese fa, mia zia di 90 anni mi ha confidato che mia nonna (sua mamma), che aveva avuto quattro figli quando aveva 21 anni, era quasi morta per un aborto illegale, intorno al 1930. "Era l’unica cosa che le donne potevano fare all’epoca", mi ha detto».

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