19 Febbraio Feb 2019 0800 19 febbraio 2019

Gurls Talk, la community femminista nata su Instagram

La modella Adwoa Aboah ha fondato il movimento (che ora ha un successo internazionale) su con l'intento di spronare le donne a parlare liberamente di problemi come il body shaming o la depressione.

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Gurls Talk Adwoa Aboah

Il mondo della moda, sebbene in continuo progredire, resta, talvolta, ancora legato a certi canoni di bellezza prestabiliti. Basti pensare alle modelle dai copi perfetti che sfilano in passerella e che rappresentano per molte, l’ideale di donna cui aspirare. Qualcosa però, nel tempo, è iniziato a cambiare, e il fashion system ha aperto le porte al concetto di «diversità», estetica e d’immagine. Grazie anche alla potente risonanza dei social network, sono nati movimenti, community e dibattiti che combattono il conformismo. Un esempio è Gurls Talk, il progetto nato su Instagram, che la modella britannica Adwoa Aboah, ha fondato e promosso con lo scopo di vincere i tabù e offrire alle donne uno spazio per parlare liberamente di salute mentale o sessualità senza sentirsi giudicate o incomprese. E da virtuale, il progetto è diventato reale e ha preso forma in diversi eventi. I principali i due Festival organizzati tra Londra e New York.

GURLS TALK, LA COMMUNITY CHE INVITA LE DONNE A PARLARE DEI LORO PROBLEMI

Adwoa, la giovane contesa tra i più importanti brand internazionali, ha sofferto, in anni precedenti, di depressione e alcolismo. E ha creato Gurls Talk perchè le ragazze potessero parlare apertamente di problemi come il suo, senza vergognarsi. L’idea era quella di generare una rete solidale che abbracciasse storie di difficoltà personali. Confrontarsi con altre persone è stato, in primis per lei, un modo per alleggerire il carico di certe patologie di cui molte soffrono come il bipolarismo o altri disturbi fisici e mentali. E la sua stessa esperienza è fonte di determinazione e tenacia, per poter aiutare altre a vincere le loro sfide. Nel 2014, il tutto iniziò come un semplice account Instagram per raccogliere e condividere testimonianze, ma col tempo è diventato di portata ben maggiore. La modella infatti ha introdotto una serie di incontri e di interventi costanti in luoghi come le scuole, per sensibilizzare e spronare le adolescenti a non rimanere in silenzio, oltre ai Festival in Inghilterra e Stati Uniti. In aggiunta anche l’ashtag #letsgetgurlstalking , lanciato proprio per mandare un messaggio di uguaglianza e unione.

CHI È ADWOA ABOAH, DAL PERIODO BUIO ALLA CARRIERA

A soli 24 anni, Adwoa Aboah vanta già una solida carriera alle spalle. Ha sfilato per marchi come Marc Jacobs, DKNY, Chanel, Dior e Moschino e, nel 2016, è stata il volto della pubblicità di Calvin Klein underwear insieme a Kendall Jenner, Justin Bieber e molti altri artisti del panorama musicale. Nel 2017 si è guadagnata il titolo di modella dell’anno ai British Fashion Awards (premio della camera della moda britannica) ed è comparsa sulle copertine di i-D e di quasi tutti i Vogue. Ma l’approccio al mondo della moda non fu subito idilliaco, poiché venne respinta più di una volta a causa del suo aspetto fisico poco standardizzato. Capelli rasati e lentiggini sparse il viso sembravano non essere le caratteristiche giuste per diventare una top. E il giudizio negativo ebbe effetti pericolosi sulla sua salute. Dopo un periodo buio e vittima di depressione, arrivò a tentare il suicidio. Seguirono incontri di riabilitazione che aiutarono la guarigione e stimolarono l’idea di Gurls Talk (realizzata insieme alla migliore amica Holly Gore). Un attivismo che aveva già trovato espressione in altre occasioni, quando, per esempio, si unì alla corrente #FreetheNipple, sventolando a torso nudo e insieme a molte altre, per le strade di Los Angeles, manifesti sull’uguaglianza sessuale. Divisa tra le origini ghanesi e quelle inglesi, Adwoa Aboah è diventata in breve un’icona femminista, decisa ad abbattere i pregiudizi sul body shaming che conducono a disagi, anche gravi, molte giovani.

A NEW YORK E LONDRA GLI EVENTI CHE HANNO RESO REALE IL MOVIMENTO VIRTUALE

Sulla scia di manifestazioni come #MeToo, che hanno dato voce e supporto a donne di tutto il mondo, anche Gurls Talk ha avuto una crescita esponenziale. Dalle risposte positive di numerose utenti, hanno preso forma i primi appuntamenti reali, due Festival internazionali. Il primo, si tenne a Londra, nel luglio 2017 e per l’occasione venne istituita una tavola rotonda con nomi come Hari Nef e Hanne Gaby Odiele. Il secondo, l’anno successivo, si svolse a New York alla Industry City di Brooklyn e vide la collaborazione del brand Coach e del magazine Teen Vogue. All’evento parteciparono diversi relatori, tra cui Teddy Quinlivan, Paloma Elsesser e Samhita Mukhopadhyay, direttrice esecutiva della rivista partner, per condividere con le partecipanti lezioni sull’accettazione fisica e l’identità di genere. Grazie a uno spazio apposito allestito era anche possibile personalizzare e ricamare i propri capi con frasi a sostegno del girlpower. Nei piani futuri, ci sarebbe quello di un terzo Festival in Ghana, terra natale di suo padre.

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