15 Febbraio Feb 2019 1700 15 febbraio 2019

L'omicidio di Sana Cheema e la sentenza che indigna la politica

Un tribunale pachistano ha assolto «per mancanza di prove certe» il padre, lo zio e il fratello della ragazza strangolata e uccisa nel 2018. Un'ingiustizia condannata da Salvini, Carfagna e tanti altri.

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Sana Cheema Storia Assoluzione

Era stata strangolata e uccisa, il suo corpo sepolto e il suo certificato di morte falsificato. Indignazione profonda nel nostro Paese dopo che un tribunale pachistano ha assolto «per mancanza di prove certe» il padre, lo zio e il fratello di Sana Cheema, la 25enne italo-pachistana portata via da Brescia nell'aprile del 2018 per costringerla a delle nozze combinate nel Paese d'origine della famiglia e poi uccisa a maggio 2018 perché le aveva rifiutate. I familiari avevano inizialmente detto che Sana era morta per cause naturali, ma l'autopsia rivelò che era stata strangolata. Dopo tre mesi di processo, il giudice Amir Mukhtar Gondal, del tribunale di Gujrat, nel Punjab, ha ordinato il rilascio del padre di Sana, Ghulam Mustafa Cheema, dello zio Mazhar Cheema e del fratello Adnan per mancanza di prove che scongiurino «ogni ragionevole dubbio». Durante le indagini, il padre confessò di aver ucciso Sana con l'aiuto di un cugino e di un amico perché aveva «disonorato» la famiglia. Confessione poi ritrattata. Sana, 26 anni, aveva iniziato a lavorare a Milano ed era ben inserita a Brescia, dove viveva e dove aveva incontrato un ragazzo italiano, poi emigrato in Germania, con cui faceva progetti. Così si era ribellata alle nozze combinate stabilite dalla sua famiglia. Ed erano sono stati i suoi amici bresciani a dare l'allarme, dopo aver visto in Rete un video del funerale di Sana, che era tornata nella sua terra d'origine per una vacanza.

SANA, UCCISA DUE VOLTE

Le reazioni politiche alla sentenza di assoluzione sono unanimi e durissime. «Se questa è 'giustizia islamica' c'è da aver paura. Una preghiera per Sana. Scriverò al mio collega, il ministro dell'Interno pakistano, per esprimere il rammarico del popolo italiano», ha scritto su Twitter Matteo Salvini. Per Daniela Santanchè Sana è stata uccisa due volte: «Prima dai suoi familiari, poi dal giudice pachistano». Per Giorgia Meloni la sentenza di assoluzione è «l’ennesima ingiustizia a danno di una ragazza vittima dell’integralismo islamico che aveva come unica colpa quella di amare un occidentale». Secondo Mara Carfagna «il governo italiano dovrebbe protestare con le autorità del Pakistan che lasciano impuniti gli assassini di una ragazza cresciuta coi nostri valori».

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