15 Febbraio Feb 2019 1407 15 febbraio 2019

Il maschilismo di Lorenzo Insigne e un matrimonio da Medioevo

Nello scherzo delle Iene, il calciatore umilia la moglie che vuole fare un provino per un film. Fino a darle una sberla e mandarla a dormire sul divano. Un'immagine di donna vergognosa per i nostri tempi.

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Lorenzo Insigne Moglie Scherzo Iene

Un uomo e una donna sposati da sei anni, due figli insieme. Lui è un calciatore della Nazionale, lei è moglie e madre dei suoi figli. Altro non può permettersi di essere, vista la gelosia accecante di lui. Sono Lorenzo Insigne, neo capitano del Napoli, e Jenny Darone, una donna sottomessa. È quello che è emerso dopo lo scherzo mandato in onda dalle Iene per mettere alla prova il calciatore di fronte all'ipotesi che sua moglie prendesse parte a un provino come attrice. Ma partiamo dall'inizio: i presupposti erano già tremendi al minuto 1 dei 34 totali del servizio. Jenny, che decide di prestarsi alla messinscena per far arrabbiare il marito, racconta alle telecamere che lui è talmente possessivo e geloso da controllarle il telefono tutte le sere e di averle proibito di avere account social. Avete capito bene, a questa ragazza sono vietati Facebook e Instagram e non può andare a dormire senza un check del marito tra le sue chat di WhatsApp. Questa assurdità però era solo la premessa. Succede che le Iene si mettono d'accordo con Jenny per orchestrare uno scherzo in cui deve far credere al marito di essere 'corteggiata' da un regista che la vuole vedere per un provino di Madame Bovary, dove avrebbe dovuto baciarsi con un attore. Ne seguono quattro giorni di delirio in casa Insigne.

D'accordo, Lorenzo Insigne, noi abbiamo giocato duro con tua moglie e lo scherzo di Sebastian Gazzarrini. Ma non è che sei un po' troppo geloso? 😎👇

Geplaatst door Le Iene op Dinsdag 12 februari 2019

DALLA PUNIZIONE DI DORMIRE SUL DIVANO AL «DECIDO IO PER TE»

Lei prova a parlargli del copione, lui non ne vuole sentire e le ordina di non rispondere alle chiamate del regista in questione. Poi le dà una sberla in faccia (all'obiezione «Ma gliel'ha data piano!», rispondo anticipatamente che non importa), dicendole «Non ti voglio sentire», «Non mi rompere il cazzo», oltre a chiamarla «scema» una dozzina di volte. Dopodiché quando Jenny riceve un mazzo di fiori e vari messaggi vocali da parte dell'insistente regista, Insigne chiama la governante di casa e le fa buttare i fiori nella spazzatura, prende il cellulare della moglie e risponde personalmente a quell'uomo che secondo lui sta addirittura minacciando il suo matrimonio, dicendogli di sparire e dopo l'ennesima telefonata di lui, udite udite, manda la moglie a dormire sul divano. Quando Le Iene le chiedono se era mai successo, lei risponde serena: «Sì, un'altra volta, sempre per la sua gelosia». Ah, quindi tutto normale! Quando fai la cattiva, ossia osi voler provare un'esperienza lavorativa anziché occuparti tutta la vita solo dei bambini (e non hai nemmeno 30 anni) vieni confinata in punizione come un cane nella cuccia. Di questo quadro raccapricciante - credo che anche 50 anni fa ci si sarebbe infastiditi per scene così degradanti per una donna - la cosa ancor più grave rispetto allo schiaffetto è che quando Jenny, oltre a provare a calmare il marito con bacetti e risatine, tenta di dirgli «ma se io voglio farlo?», lui risponde: «Decido io. Tu non fai niente. Punto». Lo scherzo termina con la rabbia di Insigne alle stelle, che quando scopre che la moglie si è presentata al provino nonostante suo divieto, la raggiunge con il suo autista e dà il peggio di sé: fa una scenata napoletana doc, con tanto di calcio negli stinchi all'attore del provino. E quando gli viene finalmente detto che è tutto uno scherzo, mentre sudato fradicio tira un sospiro di sollievo, Jenny cosa fa? Lo bacia, lo abbraccia e ride. Come per dire: «Amore scusa, era solo uno scherzo!».

DUE BAMBINI MASCHI CHE CRESCONO CON UNA MADRE SOTTOMESSA

Non era solo uno scherzo. Era la morte dell'emancipazione femminile, dell'indipendenza, della libertà di azione e di parola. In un contesto culturalmente degradato. Lui che comanda, lei che deve eseguire. Lui che le impone divieti anacronistici, lei che li deve rispettare. Lui che può essere quello che vuole essere, un calciatore famoso, lei che non può nemmeno dire di voler provare un'esperienza perché decide lui: lei deve fare la moglie di. E basta. E per quanto sia preoccupante il comportamento di Insigne (se per assurdo, tra 10 anni, scoprisse un tradimento, cosa farebbe? La picchierebbe a sangue?), desolante è la reazione di lei, che accetta di essere umiliata. Con gentilezza, sempre, per non far infuriare il marito ancora di più. E cosa penseranno questi due bambini maschi, crescendo con un marito-padrone e una madre sottomessa? Sceglierebbero mai una donna libera al loro fianco, magari una che gira il mondo per la carriera? Il buonsenso dice che non succederebbe.

LA VIOLENZA SULLE DONNE E QUEI SEGNALI DI CUI TANTO PARLIAMO

E cosa pensano, invece, le centinaia di migliaia di persone che hanno visto questo scherzo, di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali? Che Insigne è solo geloso ed è un idolo, che fa ridere? In tanti lo crederanno. E sui social in moltissimi hanno cercato di sminuire le polemiche legate allo scherzo. Ma mandare in onda servizi come questo, che racconta quanto maschilismo possa esserci in una coppia del 2019, è diseducativo. Condividiamo su Facebook i video contro la violenza sulle donne, parliamo continuamente di quanto, per combatterla, sia necessario stare attente ai «segnali», perché i raptus non esistono, ma è l'educazione la chiave di tutto, e ci fanno vedere questo. Dove di segnali ce ne sono a bizzeffe. Ma loro due non lo sanno. E, inconsapevoli di avere un problema a riguardo, partecipano a campagne contro la violenza.

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