Attivisti Contro Congresso Mondiale Delle Famiglie Verona 2019

Congresso mondiale delle famiglie 2019

15 Febbraio Feb 2019 1643 15 febbraio 2019

Gli attivisti contro donne e gay a Verona per il Congresso della famiglia

L'organizzazione nata in Russia si prepara a sbarcare in Italia per promovere la «famiglia naturale». Ospitando numerosi personaggi controversi.

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Attivisti Donne Gay Congresso Famiglia Verona

Che per il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana la Russia sia un modello di da guardare con interesse se non da imitare è cosa nota. Meno noti sono i partecipanti del Congresso mondiale delle famiglie che l'Italia è destinata a ospitare per la prima volta a marzo con il patrocinio della Provincia e della Regione Veneto, oltre a quello, per l'appunto, del ministero per la Famiglia e le disabilità. L'evento, come ricostruito da Huffington Post, ha avuto origine nel 1997 dalla nascita di una una coalizione di destra inter-confessionale dedicata a quella «famiglia tradizionale» di cui allora si sentiva ancora poco parlare. L'associazione americana Public research asssociates sostiene che le stesse campagne per la «famiglia naturale» del Congresso siano utilizzate per favorire leggi che criminalizzano l'aborto e l'omosessualità.

IMPOSSIBILE DISCUTERE DI ABORTO NEGLI OSPEDALI

Nel 2011 Mosca ha iniziato a ridurre la possibilità di discutere di aborto negli ospedali su proposta della parlamentare Yelena Mizulina il giorno successivo allo svolgimento a Mosca, del summit demografico, la più famosa iniziativa in Russia del Congresso mondiale delle famiglie, che ha rivendicato il suo ruolo nell'approvazione della legge.

LA CONTROVERSA LEGGE PER LA PROTEZIONE DEI BAMBINI

Nel giugno 2013 la Duma ha approvato la legge «per la protezione dei bambini dalle informazioni tese a negare i valori famigliari tradizionali», che nel 2017 la Cedu ha giudicato violare il diritto umano alla libertà d'espressione dei cittadini russi. La legge era stata proposta sempre da Yelena Mizulina e anche quel caso la sua approvazione è stata il frutto di una campagna condotta da attivisti russi e americani del Congresso mondiale delle famiglie.

DALLA MOLDOVA ALLA NIGERIA UNITI DALLA DISCIMINAZIONE ANTI-LGBT

Tra i maggiori finanziatori c'è Konstantin Malofeev, uno dei miliardari ortodossi che lega Putin e quelle dell'estrema destra europea. A Verona ci saranno l'arciprete Dmitri Smirnov, presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità che influenza la Duma aiutando Putin a sviluppare politiche in linea con la Chiesa ortodossa. Con lui presidente moldavo Igor Dodon, che nel 2017, dopo che la polizia ha disperso una manifestazione della comunità Lgbt ha detto: «Non ho mai promesso di essere il presidente dei gay, avrebbero dovuto eleggere il loro presidente». E ancora Theresa Okafor, attivista nigeriana tra le proponenti della legge del 2014 che criminalizza le relazioni tra persone dello stesso sesso e la frequentazione di locali e associazioni Lgbt, e Lucy Akello, ministro ombra per lo Sviluppo sociale in Uganda che ha chiesto di riportare in discussione in Parlamento e approvare la legge anti-gay del 2014,

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