Femminismo

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13 Febbraio Feb 2019 1525 13 febbraio 2019

One Billion Rising Italia contro la violenza di genere

Per la settimana di San Valentino, il movimento attivista ha previsto oltre 70 eventi in tutta la penisola per combattere le discriminazioni e gli abusi che le donne continuano a subire.

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Il maltrattamento sulle donne è oggetto di dibattito pubblico da ormai molto tempo. Se la cosiddetta modernità sembra essere arrivata ovunque, dalle comunicazioni alla tecnologia, la violenza di genere rimane ancora una questione irrisolta. Si tratta di un problema di dimensioni globali che coinvolge anche bambine e minori. Sono già molte le organizzazioni e le associazioni che combattono per creare un nuovo tipo di coscienza sociale che avvicini sempre più persone alla causa. Una di queste è One Billion Rising, un movimento attivista di portata internazionale che lotta per porre fine agli abusi sulle donne e che, anche quest’anno, ha in programma oltre 70 eventi femministi previsti per la settimana dall’11 al 17 febbraio.

LE INIZIATIVE DI ONE BILLION RISING

La prima campagna fu lanciata nel 2012, durante il giorno di San Valentino e richiamava l’attenzione sulla preoccupante statistica che una donna su tre viene picchiata o sessualmente violentata durante la sua vita. One Billion Rising ha promosso, per la settimana di San Valentino, circa 50 eventi in Italia e 200 nei Paesi del mondo. L’obiettivo è quello sfidare il sistema, rivendicando i diritti femminili sulle disuguaglianze economiche e sullo sfruttamento. La mente dietro tutto questo è quella di Eve Ensler, già autrice del libro I monologhi della Vagina e fondatrice del VDay (movimento nato dalle storie mai raccontate di vittime di soprusi). Un impegno, il suo, che sta ricevendo sempre più consensi e che, nella campagna 2019, vede l’adesione di molte altre associazioni. Tra queste, Amnesty International Italia, Associazione Nazionale Atlete, EMERGENCY, Women’s March Rome, Casa Internazionale delle Donne Roma.

NAPOLI E ROMA IN PRIMA FILA

Il Comune di Napoli ha deciso di partecipare con una iniziativa che prevista per il 15 febbraio, dalle ore 17.00, nella Galleria Umberto I. Il Sindaco Luigi De Magistris e l’amministrazione intendono sollecitare la società civile a considerare come prioritaria una cultura che tuteli i diritti umani femminili. E il messaggio è proprio quello di una rivoluzione pacifica che osteggi ogni forma di violenza o ingiustizia, perché le donne possano essere libere e autonome. L’appuntamento romano è invece previsto il 16 febbraio in Piazza San Silvestro. Con il sostegno del Municipio I di Roma, prenderanno parte all’evento anche importati personalità politiche, tra cui l’onorevole Laura Boldrini, la senatrice Valeria Fedeli e la consigliera della Regione Lazio Marta Bonafoni. E fondamentale è anche la collaborazione di Linda Foster e Enrica Mont’Etna, coreografe del flashmob che raccoglierà, si spera, un grande numero di partecipanti.

LE ALTRE CITTÀ ITALIANE

Anche tante altre città si sono mostrate solidali all’attivismo di One Billion Rising e si sono schierate per vincere il sessismo: da Trento (il 14 febbraio in Piazza Duomo) a Parma (il 16 in Piazza Garibaldi), da Genova (il 14 in Piazza Matteotti) a Bologna (il 14 febbraio festoso corteo nel centro cittadino), da Brindisi (il 16 in Piazza della Vittoria) a Siracusa (il 14 al Tempio di Apollo). Il capoluogo emiliano, come la Capitale, ha organizzato per il 14 febbraio un flashmob contro la violenza di genere, seguito da un parata che da Piazza XX Settembre arriverà a Piazza del Nettuno. Promotrice dell’evento è la Casa delle Donne, il centro che offre aiuto, accoglienza e consulenza legale alle «sopravvissute», con servizi rivolti anche alla tutela delle loro figlie. Mentre la Liguria, nella stessa giornata, punta il riflettore sulla Tampon Tax, la tassa che esclude gli assorbenti dalla cerchia di beni di prima necessità. L’invito di Non una di Meno, leader dell’evento in Piazza Giacomo Matteotti è quello di non restare in silenzio. C’è bisogno di una rivoluzione solidale perché le donne non debbano sentirsi sminuite o umiliate durante le mestruazioni.

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