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13 Febbraio Feb 2019 1259 13 febbraio 2019

Banche e sindacati di settore uniti contro la violenza sulle donne

Una dichiarazione congiunta per per rafforzare e diffondere la consapevolezza nelle aziende, nell'impegno ad assicurare un ambiente di lavoro rispettoso per tutti: «Va integrata in ogni singola realtà».

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Banche e sindacati di settore uniti contro la violenza sulle donne per rafforzare e diffondere la consapevolezza nelle aziende, nelle persone che vi lavorano e nei loro rappresentanti sull'importanza di prevenire, contrastare e non tollerare ogni forma di comportamento che abbia come risultato un'intimidazione, un danno o una sofferenza fisica, sessuale, psicologica. Per questo importantissimo obiettivo è stata sottoscritta un'articolata dichiarazione congiunta - a sottolineare l'unità di intenti su questo sensibile tema sociale - in materia di molestie e violenze di genere sui luoghi di lavoro che, partendo dal «presupposto di inaccettabilità» di ogni atto e comportamento che si configuri, appunto, come molestia e violenza di genere, prevede una serie misure organizzative atte alla segnalazione, prevenzione, assistenza e contrasto rispetto all'eventuale fenomeno. L'elemento essenziale della Dichiarazione congiunta passa dall'assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti nell'impegno ad assicurare il mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ciascuno, basato su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza.

«UN IMPEGNO CHE VA INTEGRATO IN OGNI SINGOLA REALTÀ AZIENDALE»

«Riteniamo un dovere prevenire atti di molestia e violenza sui luoghi di lavoro, e comunque difendere le lavoratrici e i lavoratori che ne dovessero subire e per questo abbiamo voluto e ottenuto che la dichiarazione venga allegata al prossimo Contratto collettivo di lavoro», ha commentato il segretario nazionale della Fabi, Giuseppe Milazzo. Per Cristiana De Pasquali, coordinatrice Fabi donne, la dichiarazione «rappresenta un passaggio estremamente importante che testimonia la sensibilità delle parti su temi di grande valore sociale, andando a rappresentare un elemento qualificante nell'ambito più generale del contrasto alla violenza di genere in tutte le sue forme». Si tratta di un «impegno nitido e condiviso», ha spiegato il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani aggiungendo che «ora va subito integrato in ogni singola realtà aziendale, diffondendo una cultura organizzativa improntata al rispetto della piena dignità delle persone e alla prevenzione attraverso la definizione di efficaci modalità di emersione delle situazioni di disagio e l'attivazione di concrete forme di sostegno». Vilma Marrone, responsabile del Coordinamento sulle politiche di parità e di genere di First Cisl, lo definisce «un passo avanti fondamentale nell'affermazione di una cultura diffusa che prevenga le violenze di genere. Importante - ha dichiarato - è anche l'innalzamento del congedo per le donne vittime di violenza: da oggi i mesi retribuiti salgono a quattro, utilizzabili su base giornaliera od oraria». «Le violenze di genere, così come le molestie, sia fisiche che psicologiche ed ogni tipo di abuso devono essere prevenuti, identificati e sanzionati», ha evidenziato infine il segretario Generale di Unisin-Confsal Emilio Contrasto che punta il dito anche contro «le ritorsioni verso chi si ribella a tali soprusi, che sono intollerabili, inammissibili e devono trovare unanime condanna».

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