12 Febbraio Feb 2019 1948 12 febbraio 2019

A Vinci incitamento allo stupro contro una consigliera comunale

Il vergognoso post su Facebook contro l'attivista dell'Arci Amalia Chiovaro: «La andiamo a prendere e la stupriamo?». Il profilo è poi stato rimosso. Il Comune sporgerà denuncia.

  • ...
Vinci Consigliera Comunale Incitamento Stupro

Uno screenshot del profilo Facebook, accompagnato da una ignobile minaccia: «La andiamo a prendere e la stupriamo?» La vittima di questo post verognoso è un’attivista palermitana dell’Arci, Amalia Chiovaro, da qualche anno cittadina adottiva di Vinci, paese in provincia di Firenze, dove è consigliera comunale con Sinistra in Comune: a rendersi protagonista dell'attacco è stato un uomo dal profilo già oscurato: tale Carlo De Carli. Nel frattempo è partita una catena di solidarietà per sostenere la donna.

LA CONSIGLIERA ACCUSATA DI AVERE NEGATO LE FOIBE

L’attacco andato in scena il 10 febbraio è stato lanciato perché la consigliera sarebbe colpevole di avere «negato le foibe», secondo l’autore. Il profilo e il messaggio sono spariti da Facebook, probabilmente perché segnalati da altri utenti. Si pensa che sia stato un troll a lanciare l’attacco, ipotesi avvalorata dal fatto che sul profilo incriminato, prima dell’oscuramento, venivano pubblicate foto di altre persone accusandole di negare le foibe. Il Comune di Firenze ha sporto denuncia e il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia ha annunciato di segnalare dell’accaduto anche il prefetto di Firenze Laura Lega.

TANTISSIME DICHIARAZIONI DI SOLIDARIETÀ

Numerose le dichiarazioni di solidarietà per Amalia Chiovaro, sia dalla sua città natale che da quella toscana, dall’Anpi e dall’Arci di Palermo, città nella quale Chiovaro è stata a lungo attiva. Solidarietà anche da Rete delle città in Comune, che ha scritto: «Chiovaro vittima di questo clima infame montato ad arte. Sostegno a lei e alle sue battaglie. «Non sono da sottovalutare queste espressioni di odio e violenza fascista e sessista».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso