7 Febbraio Feb 2019 0800 07 febbraio 2019

Rosemery Bryant Mariner, la prima donna a pilotare un jet da combattimento

Si è spenta a 65 anni l'aviatrice che detiene il primato. Il giorno del suo funerale, la Marina Militare statunitense ha deciso di renderle omaggio organizzando un sorvolo presieduto da sole presenze femminili.

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Rosemery Bryant Mariner Pilota Donna

Rosemery Bryant Mariner.

La Marina Militare degli Stati Uniti, una delle forze armate del Paese, ha avuto per lungo tempo regole chiare e rigide in merito al ruolo delle donne nello svolgimento del servizio. Solo gli uomini, infatti, potevano pilotare gli aerei militari della Nazione. Un limite piuttosto discriminatorio che non fermò però l’intento di Rosemery Bryant Mariner, diventata la prima donna (21enne) a volare su un jet da combattimento. A soli 65 anni, si è spenta il 24 gennaio 2019, e la Marina ha previsto un sorvolo unicamente femminile per commemorarla durante giorno del suo funerale, tenutosi il 2 di febbraio. Un evento che non aveva precedenti.

CHI ERA ROSEMERY BRYANT MARINER

Nata in Texas ma cresciuta a San Diego, la Mariner sviluppò fin dagli anni dell’infanzia un interesse verso l’aviazione. La madre era un’infermiera nella Marina e il padre, aviatore, morì durante un incidente aereo quando lei aveva solo tre anni. All’età di 19, nel 1972, concluse gli studi alla Purdue University, guadagnando il titolo di prima donna a laurearsi in un nuovo programma aeronautico. Due anni prima, a 17 anni, aveva ottenuto la licenza privata da pilota. Fu un membro della classe inaugurale femminile che guadagnò le ali della Marina nel 1973. Alla base di questa opportunità, ci fu il crescente movimento femminista che allora spingeva per l’Emendamento per i Pari Diritti (Equal Rights Amendement) e che «costrinse» implicitamente il corpo armato ad allargare i propri orizzonti. Una decina di anni dopo, nel 1982, fu tra le prime a prestare servizio, per il suo Paese, a bordo di una nave da guerra . E nel 1991, con la Guerra del Golfo in atto, ottenne un altro primo posto, comandando uno squadrone di aviazione (formazione di aerei militari).

LA LOTTA CONTRO IL CANCRO E IL TRIBUTO DELLA MARINA MILITARE

Dopo una lotta durata cinque anni contro un cancro alle ovaie, Rosemary si è spenta prematuramente. Il marito, Tommy Mariner, con cui ha condiviso quasi 40 anni di vita, ha mostrato grande gratitudine verso la commemorazione che la Marina ha rivolto alla moglie. Un raduno aereo presieduto da donne, con la totale assenza di uomini. Anche se una precisazione è emersa dalle dichiarazioni del marito, che ha ricordato come l’esclusività femminile non sarebbe stata una prerogativa della moglie. Di statura minuta, non ha mai avuto problemi a fronteggiarsi con le esigenze fisiche richieste dal lavoro nelle forze armate.

UNA SCUOLA DI SOLE OTTO DONNE

Il capitano Joellen Drag Oslund, compagna di classe della Mariner, ha ricordato la sua determinazione e tenacia nel raggiungere i suoi obiettivi. La scuola che frequentarono, chiamata in seguito «scuola per donne ufficiali», aveva inizialmente ammesso solo otto donne, e loro furono tra le sei che finirono il programma. Nonostante però una formazione completa e ottime capacità, l’accettazione verso le aviatrici da parte della flotta fu segnata da scetticismo e titubanza. D’altronde nessuno si sarebbe aspettato che un progetto definito inizialmente «in prova» sarebbe sfociato in oltre vent’anni di carriere femminili.

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