28 Gennaio Gen 2019 1347 28 gennaio 2019

Trump e il vizio delle battute sessiste

Il presidente ha ridicolizzato la commentatrice Ann Coulter insinuando che la critica fosse offesa perché lui «non l'aveva richiamata». Il precedente della anchor Megyn Kelly.

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Sessismo Trump Ann Coulter

La storia d'amore tra il presidente Donald Trump e i media americani di destra si sta incrinando dopo la capitolazione del tycoon nella trattativa con i democratici sul muro al confine con il Messico. E, come spesso fa, si è lasciato andare al sessismo più basso per attaccare i suoi critici. In un'intervista al Wall Street Journal pubblicata il 27 gennaio, il magnate ha replicato a Ann Coulter, una celebre autrice di stampo conservatore che lo ha accusato di essere un «rammollito» per avere ceduto nel braccio di ferro con i democratici. «Mi hanno detto che è diventata molto ostile», ha dichiarato Trump al Wsj prendendosi gioco della Coulter, «forse perché non l'ho richiamata o qualcosa del genere». Difficile che avrebbe dato a un uomo la stessa risposta, che insinua come l'astio della commentatrice sia legato a un'avance rifiutata dal presidente. L'inquilino della Casa Bianca non è nuovo a frecciate di tipo sessista, più o meno marcate, contro avversarie politiche o commentatrici.

IL PRECEDENTE CONTRO LA ANCHOR MEGYN KELLY

Lo scontro più celebre è stato quello con la anchorwoman di FoxNews Megyn Kelly. Nell'estate 2015, durante il primo dibattito tra i contendenti repubblicani, la Kelly metteva Trump con le spalle al muro sulle critiche di maschilismo a lui mosse. «Mr. Trump, una delle cose che la gente apprezza di lei è che parla senza peli sulla lingua e senza i consueti filtri politici. Tuttavia ciò non manca di lati negativi, in particolare quando parla delle donne». E forse Trump non se lo aspettava proprio da Fox, forse contava sulla 'alleanza' con il network. Sta di fatto che lo scontro è stato immediato, inasprito da quel commento – il presidente la definì «debordante di sangue dagli occhi e non solo», interpretato come un volgarissima allusione al ciclo mestruale. Da subito botta e risposta, fino alle accuse di incompetenza e parzialità contro i giornalisti del network. L'inizio di un 'corpo a corpo' mediatico tra il presidente e la sua rete preferita che negli anni è riemerso diverse volte, l'ultima proprio in occasione della polemica sul muro.

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