28 Gennaio Gen 2019 1804 28 gennaio 2019

Le donne riscrivono la linea di Forza Italia sui migranti

Prestigiacomo a bordo della Sea Watch. Carfagna sempre più oppositrice di Salvini. Tra i malumori del partito cresce il fronte dell'accoglienza. Che allontana ancor più gli azzurri e la Lega.

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«I malumori del mio partito? Me ne occuperò più tardi, ora la priorità è sapere come stanno queste 47 persone». A parlare è Stefania Prestigiacomo, deputata ed ex ministro di Forza Italia che, assieme ai colleghi di Liberi e Uguali e +Europa, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi, è stata protagonista del blitz a bordo della nave Sea Watch, da giorni ferma al largo di Lampedusa in attesa che il governo italiano conceda l'approdo al suo carico di disperati salvati in acque libiche

UNA CREPA NELLA DIFFICILE ALLEANZA TRA LEGA E FORZA ITALIA

Un'iniziativa che non è passata inosservata, vuoi per l'appartenenza politica dell'inedito terzetto, vuoi per il fatto che un esponente di Forza Italia si sia apertamente schierata contro la linea imposta da Matteo Salvini. E proprio dalla Lega sono piovute critiche sulla Prestigiacomo, molte delle quali intrise di sessismo, mentre dal suo partito le poche voci a levarsi a sostegno dell'azione intrapresa dalla deputata siciliana sono state quasi solo femminili.

Non è caso, tuttavia, che sia una donna a tentare di scardinare il tradizionale conservatorismo forzista. Perché se è vero che quello sbandierato da Silvio Berlusconi e dalle sue "amazzoni" è stato per decenni un triste vessillo del maschilismo più spinto, è altrettanto vero che l'apertura del partito verso temi come l'accoglienza e i diritti civili sembra essere una prerogativa tutta femminile.

L'ATTIVISMO DI MARA CARFAGNA CONTRO LA LINEA SALVINI

A scagliarsi contro Salvini sul caso Sea Watch è stata, infatti, anche Mara Carfagna, non nuova agli scontri col ministro dell'Interno. «Dispiace che il ministro Salvini accusi tre parlamentari di aver violato la legge», ha scritto su Twitter la vice presidente della Camera, «dimenticando che le prerogative ispettive dei parlamentari sono dovere e obbligo a difesa dello Stato e dei cittadini che essi rappresentano. Può piacere o no, ma non esiste una legge che dichiara illegittimo ciò che è sgradito a chi governa».

Un impegno, quello a favore dell'accoglienza, sul quale Carfagna ha spinto a più riprese negli ultimi mesi, a costo di inimicarsi buona parte dell'establishment azzurro. La stessa fetta di Forza Italia che ha storto il naso di fronte alle battaglie sponsorizzate dalla parlamentare azzurra e a una vena riformista che dalle parti di Arcore ancora non si sa quanto sia gradita. «Forza Italia è un partito che organizza convention in cui i dirigenti applaudono loro stessi», aveva detto Carfagna lo scorso autunno sollecitando la risposta piccata di Giovanni Toti, «sono sempre di meno e sempre gli stessi».

IL SOSTEGNO DI POLVERINI AL BLITZ SULLA SEA WATCH

«Uno Stato severo non può e non deve essere uno Stato crudele», aveva poi aggiunto parlando in Aula della gestione dei flussi migratori e trovandosi ora sulla stessa lunghezza d'onda della Prestigiacomo, che scesa dal gommone che l'ha portata a bordo della Sea Watch ha spiegato la sua posizione: «Era doveroso verificare in quali condizioni fossero i 47 migranti a bordo e conoscere lo straordinario equipaggio che con grande professionalità sta assistendo queste persone». Con lei anche l'ex governatrice della Regione Lazio Renata Polverini: «Voglio sostenere con forza l’iniziativa della collega Prestigiacomo. E appellarmi a Salvini affinché queste persone, e sottolineo persone, vengano sbarcate e assicurate alle strutture in grado di accoglierle. Non riesco a riconoscere in questo atteggiamento l’Italia e la sua storia». Un'altra donna pronta, chissà, pronta a contribuire al riposizionamento di Forza Italia.

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