Fausto Brizzi

Caso Fausto Brizzi

23 Gennaio Gen 2019 1655 23 gennaio 2019

Archiviate le accuse di molestie sessuali a carico di Fausto Brizzi

Il gip di Roma ha rigettato l'opposizione delle persone offese. Il caso era scoppiato nel 2017 dopo un servizio delle Iene.

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C'era aria di una possibile archiviazione già a luglio 2018, quando la procura la chiese per Fausto Brizzi, il regista romano accusato di molestie sessuali da una quindicina di donne durante un'inchiesta delle Iene firmata da Dino Giarrusso nel 2017. E il 23 gennaio 2019 è stata scritta la parola fine al caso: «Il gip di Roma Arturi, rigettando l'opposizione delle persone offese, ha emesso decreto di archiviazione delle accuse di violenza sessuale a carico di Fausto Brizzi». Lo ha comunicato all'Ansa il legale del regista, Antonio Marino. «Si chiude così definitivamente», ha commentato l'avvocato, «la vicenda relativa allo scandalo delle molestie apertasi con i servizi delle Iene». Quasi tutte le donne che accusavano Brizzi erano rimaste anonime (apparivano a volto coperto e con la voce camuffata), tranne l'ex Miss Italia Clarissa Marchese (che raccontò in diverse interviste la sua versione dei fatti) e la modella romana Alessandra Giulia Bassi, le uniche a essersi mostrate in tv. Quello che aveva colpito era che queste ragazze non si conoscevano tra di loro, ma i loro racconti erano pressoché tutti uguali, con sempre lo stesso copione: delle avance o delle vere e proprie molestie nel suo loft, prima di ottenere una parte.

Dopo che i giornali han fatto il nome di Fausto Brizzi quale “Weinstein italiano”, e lui ha immediatamente smentito,...

Geplaatst door Le Iene op Zondag 12 november 2017

Brizzi aveva smentito da subito le accuse: «Mai e poi mai nella mia vita ho avuto rapporti non consenzienti», e aveva sospeso il suo lavoro. Prima aveva ceduto le quote della società Wildside, da lui fondata nel 2009 con Marco Martani, Mario Gianani, Lorenzo Mieli e Saverio Costanzo. Pronto a tutelarsi legalmente «nei confronti di chiunque abbia affermato e affermi il contrario», il regista David di Donatello per Notte prima degli esami aveva chiesto «il massimo rispetto della privacy» della sua famiglia. Nel frattempo la moglie Claudia Zanella, con la quale Brizzi ha una figlia, Penelope Nina, aveva scritto: «Mi addolora molto ascoltare le accuse rivolte a Fausto perché non corrispondono in nessun modo alla persona che conosco, pur nutrendo il massimo rispetto per le donne che si sono sentite ferite. Gli sono vicina perché è così avviene tra una moglie e un marito quando si affrontano periodi difficili. Sono barricata in casa e non posso nemmeno portare mia figlia al parco: anche questa può essere considerata violenza sulle donne», disse. Oggi i due fanno vite separate e Zanella, attrice e scrittrice, non è più tornata a parlare del caso. Poco prima di Natale la Warner Bros aveva cancellato la firma di Fausto Brizzi dal suo film Poveri ma ricchissimi, uscito a dicembre 2017, precisando che il nome del regista non sarebbe stato «associato ad alcuna attività relativa alla promozione e distribuzione del film». Il regista romano era stato ufficialmente indagato ad aprile 2018, dopo le denunce legali di tre donne nei suoi confronti. L'ex premier Matteo Renzi, che secondo l'Ansa è andato a cena con Brizzi dopo la sentenza di archiviazione (il regista romano ha partecipato più volete alla Leopolda di Firenze), lo ha difeso pubblicamente su Twitter: «Qualcuno gli deve chiedere scusa».

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