Femminismo

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19 Gennaio Gen 2019 1535 19 gennaio 2019

Cosa c'è da sapere sulla Women's March 2019

Per il terzo anno consecutivo torna la manifestazione delle rivendicazioni delle donne. Quest'anno coinvolge 30 nazioni. E, anche a causa delle polemiche sulle fondatrici, vuole combattere ogni discriminazione. 

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Womens March 2019 Washington Rome Marcia Donne

Donne di tutte le età e nazionalità sono destinate a marciare il 19 gennaio 2019 per rivendicare i propri diritti: la Women's March 2019, la manifestazione arrivata ormai alla terza edizione per protestare contro la violenza sulle donne e le discriminazioni si terrà in ben 30 diversi Stati. Nata due anni fa in maniera spontanea come reazione all'insediamento del tycoon Donald Trump alla Casa Bianca previsto per il giorno successivo, il 20 gennaio, dopo aver riunito quella prima volta sei milioni di persone, la Women's March è diventata qualcosa di più di una manifestazione contro il presidente statunitense che più ha offeso deliberatamente le donne raccontando in prima persona i suoi abusi di potere per farne un vanto. E infatti le iniziative vanno dal Pacifico all'Europa e in Italia coinvolgono le più grandi città da Nord a Sud del Paese.

In generale negli States le manifestazioni quest'anno sono più ridotte, perché le due fondatrici dell' associazione organizzatrice Tamika Mallory e Carmen Perez sono accusate di antisemitismo, tanto da aver fatto perdere alla Women's March americana uno sponsor importante come il Democratic national committee, cioè il comitato nazionale del Partito democratico e di molti dei suoi principali esponenti. A denunciare le posizioni antisemtie di Mallory e Perez, è stato il magazine di arte e cultura Tablet che ha scoperto come le due abbiano più volte condiviso posizioni contro gli ebrei, in un caso accusandoli di avere una responsabilità collettiva per la schiavitù afroamericana, in un altro che coinvolge Mallory arrivando addirittura a rimproverare un'altra fondatrice dell'organizzazione con riferimenti espliciti alle sue origini ebraiche. La circostanza è stata confermata dall'interessata Vanessa Wruble, che non a caso ha fondato un'altra associazione che scende in piazza in contemporanea alla Womens' march. Mallory continua a essere molto vicina a Louis Farrakhan, leader della Nation of Islam e esplicitamente antisemita e omofobico, ma l'organizzazione ha condannato ufficialmente «ogni forma di bigottismo e discriminazione, inclusi omofobia e antisemitismo inclusi e ha ribadito che il suo obiettivo è dare voce alle donne che troppo spesso sono escluse». A sostenerla resta Planned Parenthood la più importante rete di strutture sanitare a servizio delle donne Usa e anche sindacati come quello degli insegnanti. Anche per rimarcare questa presa di posizione e la presa di distanza da affermazioni antisemite, la manifestazione di quest'anno ha allargato il suo obiettivo alla lotta contro ogni discriminazione e a favore dei diritti di tutti gli esclusi, dagli omosessuali ai migranti, rendendo la marcia di oggi in Italia una forma di lotta contro ogni razzismo.

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