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Diritto all'aborto

17 Gennaio Gen 2019 1720 17 gennaio 2019

In Ecuador si sta pensando di depenalizzare l'aborto

Nel Paese del Sud America si è, finalmente, acceso il dibattito sul tema. La richiesta è quella di legalizzare l'interruzione di gravidanza almeno quando è frutto di violenza o stupro. 

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Ecuador Aborto Depenalizzato

Solo se la madre rischia la vita, o se la gravidanza è frutto di una violenza su una donna con disabilità (fisica o mentale). Queste sono le casistiche in cui l'aborto è consentito in Ecuador. Queste forti limitazioni però sono al centro di una continua battaglia nello Stato del Sud America. L'ultima mobilitazione in ordine di tempo è stata quella del 15 gennaio 2019 quando l'Assemblea Nazionale, parlamento unicamerale del Paese, si è riunita per discutere anche del tema. Un'occasione importante per le associazioni femministe locali per far sentire la loro voce su depenalizzazione e la legalizzazione della pratica. Qualche ora prima le attiviste avevano condiviso un documento in cui spiegavano le loro motivazioni.

Migliaia di donne chiedono all’assemblea nazionale in #Ecuador la depenalizzazione e la legalizzazione dell’aborto...

Geplaatst door NON UNA DI MENO op Dinsdag 15 januari 2019

1- L'aborto non è un tema controverso o polemico, è un dolorosa realtà che sfugge al diritto e che vivono centinaia di migliaia di ragazze e donne in Ecuador e nel mondo.
2- È necessario abbandonare l'idea che le donne abortiscano per sport o per irresponsabilità o disguido. Le donne meritano la fiducia dello Stato.
3- Non possiamo perdere di vista che viviamo in una cultura che normalizza la violenza, compresa quella sessuale. Negli ultimi tre anni sono stati registrati quasi 14mila stupri di donne e negli ultimi dieci anni più di 20 mila ragazze di età inferiore ai 14 anni hanno partorito. Queste ragazze sono state derubate della loro infanzia.
4- Giuridicamente parlando, è possibile evidenziare una apparente tensione tra i vari diritti: principalmente la vita e la libertà. Diciamo apparentemente, posto che i diritti riconosciuti nella Costituzione sono di pari gerarchia, inalienabili e interdipendenti. Per questo sia i diritti alla salute fisica (mentale, sessuale e riproduttiva), alla libertà, alla dignità, così come quello alla protezione della vita dal concepimento sono di pari valore e non è legalmente valido esigere che una persona rinunci ai suoi diritti a favore del frutto di un illecito come stupro o incesto.
6- La tutela della vita dal concepimento in nessun caso presuppone che sia uno strumento giuridico del diritto penale a limitare il diritto delle donne nella decisione di portare o meno avanti una gravidanza.
7- Il principio e il diritto alla dignità umana impedisce di usare le donne come meri strumenti di riproduzione, soprattutto quando avviene contro la loro volontà.
8- Infine, noi siamo a favore della vita, della vita delle ragazze e delle donne perchè non muoiano per un aborto clandestino.

COME È ANDATO IL DIBATTITO IN ASSEMBLEA

Diverse entità e organizzazioni sociali hanno preso parte all'Assemblea, per esporre il proprio punto di vista riguardo l'aborto e le necessarie riforme del Codice Organico Penale Integrale (COIP). L'obiettivo è ampliare la depenalizzazione a cinque casi: incesto, violenza, stupro, malfromazione grave del feto, inseminazione non consentita. A riportarei i punti di vista di partecipant* e manifestant* è stato il canale Ecuador TV. Jaime Arturo Pallares, del Collettivo Familia, ha sottolineato come l'aborto sia un «business che non paga le tasse». Inoltre, parlando dei casi in cui sia frutto di un abuso, ha chiarito l'importanza della punizione del colpevole. Della stessa opinione è Carlos Arsenio Larco, del Movimento Vita e Famiglia. La segretaria tecnica del Consiglio Nazionale per l'uguaglianza di genere, Paola Mera ha fatto anche notare l'assurdità della norma che permette di punire, con una detenzione fino a tre anni, le vittime di stupro che decidono di interrompere la gravidanza. «In Ecuador essere donna è un rischio: ci sono gravidanze adolescenziali, una costante violazione dei diritti di genere», ha detto Gina Benavidas della Defonsoria del Pueblo (istituzione statale che si occupa di diritti umani, ndr) ricordando come cinque comitati delle Nazioni Unite si siano pronunciati perchè si depenalizzi l'aborto in caso di violenza o incesto. Tutto questo mentre all'esterno del parlamento un centinaio di cento persone sventolavano fazzoletti verdi intonando cori del tipo: «I membri dell'Assemblea hanno due percorsi, stare con le donne o essere i loro assassini». I media locali riportano anche la presenza di circa15 persone con fazzoletti celesti, portavoce dei contrari alla riforma. Il tutto però si è concluso nel niente perché la discussione è stata poi interrotta e rimandata a data da definirsi.

IL DIRITTO ALL'ABORTO IN AMERICA LATINA

Come hanno spiegato gli attivisti, ogni anno 2500 ragazze minori di 14 anni partoriscono in Ecuador a seguito di violenze sessuali. Dati scioccanti che hanno scatenato il 28 settembre 2018 una marcia di mille persone in occasione della Giornata di mobilitazione Internazionale per la depenalizzazione e la legalizzazione dell’aborto. Ma i movimenti e le associazioni che si occupano del tema sono nati già nel 2013. Qualcuno propone una miglior informazione sull'educazione sessuale, altri sono arrivati a proporre l'adozione come soluzione al problema della nascite indesiderate, non considerando però l'enorme arretratezza del Paese anche in questa materia. L'Ecuador non è comunque la mosca bianca dell'America Latina in tema di interruzione di gravidanza: sono solo quattro infatti gli Stati che hanno legalizzato l'aborto senza restrizioni: Cuba, Porto Rico, Guyana e Uruguay. Ci sono poi casi come Repubblica Dominicana, Haiti, Nicaragua, Salvador, Honduras e parte del Messico, dove è totalmente vietato e punito indipendentemente dalle cause. Infine ci sono realtà simili all'Ecuador come Argentina, Brasile e Colombia che lo ammettono solo in alcune gravi circostanze. Chiaramente i cattolici non smetteranno di valorizzare il diritto alla nascita e i movimenti anti aborto troveranno sempre voce all'interno di questa battaglia.

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