15 Gennaio Gen 2019 1825 15 gennaio 2019

Le motivazioni della condanna per stupro al carabiniere di Firenze

Quattro anni e otto mesi a Marco Camuffo. A inchiodarlo le dichiarazioni del collega con lui imputato per le violenze sulle studentesse americane: «La ragazza continuava a ripetere 'no'».

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È stata la confessione del collega a inchiodare Marco Camuffo, il carabiniere condannato lo scorso mese di ottobre per violenza sessuale ai danni di una studentessa americana il 7 settembre 2017. È quello che si evince dalle motivazioni della condanna rese pubbliche dal giudice Fabio Frangini nel parlare di «rapporto sessuale con violenza, senza il consenso, approfittando di una situazione psicofisica di inferiorità, ma soprattutto a fronte del dissenso ben espresso dalla ragazza». Il Gup ha scritto che il collega di Camuffo, Pietro Costa, ha fatto «dichiarazioni che lo inchiodano, dicendo di aver sentito i 'no.. no', 'no.. cosa fai'».

«RAPPORTO CONTRO LA VOLONTÀ DELLA DONNA»

Dichiarazioni, ha scritto il giudice Frangini nelle motivazioni, che «inchiodano Camuffo alle sue responsabilità». «Poter affermare che Camuffo non avesse percepito il diniego della ragazza, sentito dal suo collega 'indaffarato' con l'altra, appare veramente arduo», ha chiosato in sentenza il giudice, che ha aggiunto: «Il rapporto sessuale c'è stato ed è stato 'contro' la volontà della donna».

PER CAMUFFO SENTENZA CON RITO ABBREVIATO

I due carabinieri sono stati imputati di aver violentato, in due distinti rapporti, due studentesse americane incontrate in una discoteca di Firenze mentre erano in servizio di pattuglia dopo averle riaccompagnate nella casa dove alloggiavano . L'11 ottobre 2018 in abbreviato c'è stato il processo a Camuffo per violenza sessuale su una ragazza, 23enne, mentre per il carabiniere scelto Pietro Costa ci sarà un processo con rito ordinario, per la presunta violenza sessuale sull'amica, che inizierà il 10 maggio a Firenze.

I CARABINIERI ERANO CONSAPEVOLI CHE LE RAGAZZE ERANO UBRIACHE

Nelle motivazioni sul processo dove è stato condannato Camuffo il giudice Frangini ha scritto anche che i due carabinieri avevano consapevolezza, perché era evidente, che le due ragazze «avevano bevuto alcolici e anche parecchio» e che, mentre la ragazza violentata da Camuffo ha fornito un «racconto della violenza sessuale coerente e pieno di pathos, non contradditorio, sempre uguale nelle varie dichiarazioni rese, per nulla enfatizzato», l'appuntato Camuffo dà «una sua versione dei fatti assolutamente risibile, non logica, descrivendo una scena sessuale ridanciana se non fosse di assoluta drammaticità».

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