15 Gennaio Gen 2019 1611 15 gennaio 2019

Condannato il sindaco che augurò lo stupro a Boldrini

Il leghista Matteo Camiciottoli, primo cittadino di Pontinvrea, voleva "inviare" i violentatori di Rimini a casa dell'ex presidente della Camera. Ora deve risarcirle 20 mila euro.

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Boldrini Processo Stupro Camiciottoli 02

II tribunale di Savona ha condannato il sindaco leghista di Pontinvrea Matteo Camiciottoli, che nel 2017, sui social propose di far scontare i domiciliari agli stupratori di Rimini «a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso». La frase, provocatoria e con un malcelato "invito allo stupro", ha fatto scattare una denuncia dell'ex presidente della Camera. Il giudice ha comminato a Camiciottoli il pagamento di 20 mila euro di multa con pena sospesa subordinata al risarcimento dei danni entro un mese.

«AUGURANO STUPRI IN BOSNIA E RUANDA, MA LÌ C'È LA GUERRA»

«Quel messaggio mi ferì moltissimo come donna perché mi si augurava qualcosa di ripugnante», ha detto Laura Boldrini, intervenuta in Aula all'udienza. «Mi preoccupava come madre, perché sapevo che mia figlia l'avrebbe letto. Mi indignava come politico, perché mi indicava come mandante morale dello stupro di Rimini. E mi offese come rappresentante delle istituzioni, perché io in quel momento ero la terza carica dello Stato e a offendermi era un sindaco». «Ho visto augurare stupri agli avversari politici in Bosnia e in Ruanda, ma lì c'era la guerra», ha aggiunto Boldrini. «Non posso pensare che si possa intimidire allo stesso modo una donna in un Paese del G8».

IL PM AVEVA CHIESTO 8 MESI DI RECLUSIONE

Per Camiciottoli il pm Chiara Venturi aveva chiesto 8 mesi di reclusione. Il sindaco ha sostenuto che la frase era solo un critica politica («Non inciterei mai allo stupro nella mia vita, anzi ritengo che per gli stupratori occorra l'ergastolo. Volevo solo fare una critica politica: se lei è così favorevole a una immigrazione incontrollata, che include anche i delinquenti, allora forse ospitarli le avrebbe fatto piacere») e ha annunciato che ricorrerà in appello. «Dedico questa sentenza a mia figlia, perché abbia sempre fiducia nella giustizia. La dedico a tutte le figlie d’Italia, perché non abbassino mai la testa di fronte alla violenza!» ha commentato Boldrini dopo la sentenza.

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